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Il coraggio di un padre: "Viva o morta, voglio ritrovare la mia bambina"

Gazi Md Liton ha incontrato l'uomo che per ultimo ha visto la sua bambina: della piccola Iushra purtroppo ancora nessuna traccia

Gazi Md Liton mostra la foto della sua bambina © Pizzocolo - Bresciatoday.it

Operaio in varie officine meccaniche, a Brescia e Roncadelle, di nuovo in città. Nel mezzo c'è anche la sua Khanam, la donna che ha sposato in Bangladesh nel 2001, la donna che darà alla luce quattro bambini, tra cui la piccola Iushra (che in realtà è la più grande, nata nel dicembre del 2006). L'ultimo ha poco più di un anno. “Mia moglie è arrivata in Italia nel 2006, subito dopo il nulla osta – continua Gazi – e pochi mesi dopo è nata la nostra bambina”.

Nel 2002 comincia a lavorare per l'Iveco di Via Volturno, nel 2003 viene assunto. In questi giorni a Serle sono passati i suoi amici, i suoi colleghi di lavoro, anche la Fiom ha voluto esprimere vicinanza alla famiglia. Dopo un paio di giorni sull'Altopiano, lunedì gli amici non c'erano. “Ma non sono solo – spiega ancora Gazi – perché c'è sempre qualcuno qua vicino a me, e per questo vi ringrazio”.

Ci sono la psicologa e l'infermiere, e poi altre 280 persone tra volontari e operatori e tecnici dei corpi dello Stato che da sei giorni stanno cercando la piccola Iushra, bambina nata in Italia ma che è ancora straniera, per via di un evidente ritardo legislativo. Una bambina straniera, che quasi 300 italiani stanno cercando senza sosta, alla faccia di alcuni proclami televisivi: che sia in mare o in montagna, quando c'è qualcuno da salvare, allora va salvato. E' un po' come una legge. E' la legge dell'umanità.

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