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Cosa pensa di fare il governo Draghi con lo sblocco dei licenziamenti

Alcuni tipi di licenziamento sono bloccati da oltre un anno, ma a breve quel blocco finisce: ecco cosa accadrà. Le linee guida del governo Draghi.

La decisione ormai è presa: il blocco dei licenziamenti scaduto a fine marzo sarà prolungato a fine giugno. Da luglio comincia lo sblocco per le grandi imprese che potranno disporre di ammortizzatori, mentre le imprese più piccole dovranno aspettare l'autunno in attesa di strumenti che, al momento, non sono ancora disponibili. A parlare è stato il Ministro del Lavoro Andrea Orlando intervistato a Uno Mattina su Rai 1: “Serviranno ritocchi per aiutare il superamento del blocco dei licenziamenti - ha detto il ministro Andrea Orlando - con una serie di strumenti che tengano conto del diverso andamento dei settori". Cosa accadrà dopo la fine del blocco dei licenziamenti del 2021?

Cosa succederà in concreto con la fine del blocco dei licenziamenti

Partiamo dalla situazione attuale: alle aziende italiane da un anno circa non è permesso licenziare i propri dipendenti per ragioni economiche, né in forma collettiva né in forma individuale. Lo stabilì il governo Conte bis  e l'obiettivo era evitare che la crisi economica avesse impatti sociali devastanti. Le aziende potevano e possono ricorrere alla cassa integrazione (cig), misura che copre il costo del lavoro dei dipendenti di cui le imprese non hanno avuto bisogno a causa del calo della domanda di alcuni beni o servizi, soprattutto nei settori maggiormente colpiti dalla crisi pandemica, come quelli turistico e della ristorazione.

Ma il Decreto Sostegni ha ufficializzato il termine del blocco dei licenziamenti: c'è una data, il 30 giugno 2021. Centinaia di migliaia di posti di lavoro sono a rischio secondo le stime più credibili (c'è chi si spinge a ipotizzarne mezzo milione).

E' impossibile sapere con precisione quale sarà l'impatto finale della crisi pandemica sull'economia. "E' necessario aggiustare progressivamente la mira. Sarà importante per questo il confronto con le parti sociali che parte oggi" ha anche detto, sempre oggi, il ministro del Lavoro, Andrea Orlando.

Lo sblocco dei licenziamenti dovrà per forza di cose essere graduale. "Credo sia necessario, e ne parleremo al tavolo con le aziende, distinguere tra le varie dimensioni delle imprese per prevedere uno sblocco selettivo - ha spiegato l'esponente Pd - faremo un censimento delle diverse situazioni e pensiamo di adottare misure ad hoc per gestire le crisi aziendali e per le politiche industriali. Alcuni settori hanno superato di più la crisi anche all'interno dello stesso macro comparto. Sarà l'eccezione a mettere in discussione la regola generale. Con il dialogo - ha concluso - pensiamo di realizzare interventi mirati, anche territoriali, per distretto, per filiera, quasi chirurgici".

Le date della fine del blocco dei licenziamenti: 30 giugno e 31 ottobre

Sono due le date previste per la fine del blocco dei licenziamenti. Questa divisione avviene in base alle caratteristiche di ammortizzatore sociale di cui un’impresa può beneficiare.

    • 30 giugno 2021 - dal giorno successivo alcune aziende avranno la possibilità di licenziare: Sono quelle che usufruiscono della cassa integrazione ordinaria (CIGO), in particolar modo quelle del settore industriale. Queste aziende potranno, dal 1° aprile al 30 giugno, avere una proroga di 13 settimane gratuite di CIGO con causale Covid19.
    • 31 ottobre 2021 – è la data per lo sblocco di licenziamento per tutte le altre imprese, le quali hanno beneficiato dal 1° aprile al 31 dicembre 2021 di 28 settimane di assegni ordinari a carico del fondo di integrazione salariale (FIS) o di cassa integrazione in deroga (CIGD). Sono quelle imprese fuori dal campo di applicazione della CIGO.

Il blocco dei licenziamenti non è applicabile per la cessazione definitiva dell’attività di impresa, se un’azienda dichiara fallimento o se dovesse essere firmato un accordo con i sindacati. 

Fonte: Today.it
 

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