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Qualità della vita: la nostra provincia sale di 7 posizioni: è 39esima

Lo sancisce la ricerca annuale de "Il Sole 24 Ore". Questi i sei settori valutati: ricchezza e consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, demografia e società, giustizia e sicurezza, cultura e tempo libero

È Milano la città dove si vive meglio in Italia: per la prima volta il capoluogo Lombardo conquista la vetta della classifica annuale stilata dal  Sole 24 ore, giunta alla 29/ma edizione.

La ricerca - svolta su 107 provincie - si articola su sei settori (ricchezza e consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, demografia e società, giustizia e sicurezza, cultura e tempo libero ) costruiti a loro volta su  42  indicatori che he danno luogo a sei graduatorie di tappa e quindi alla classifica finale.

Il capoluogo lombardo festeggia il suo primato, inedito nell’indagine annuale del Sole 24 Ore, piazzandosi ben sette volte su 42 nei primi tre posti per le performance conseguite negli indicatori del benessere. Alla crescita di Milano corrisponde quella delle altre province della Lombardia, tutte in miglioramento, fatta per eccezione Sondrio e Como. Ed è proprio questo il caso di Brescia: che sale in 39esima posizione (+7 rispetto al 2017).

Un buon risultato finale che si deve soprattutto ai buoni piazzamenti ottenuti nelle macro-aree ricchezza e consumi, che ci vede in 28esima posizione (in crescita rispetto al 2017) e affari e lavoro, occupiamo il 24esimo gradino della classifica. Siamo nella parte alta anche della classifica stilata sulla base degli indicatori relativi all'ambiente e ai servizi (29esima posizione).

Solo una volta Brescia si inserisce nella Top Ten: si tratta della graduatoria relativa alla demografia e alla società, dove occupiamo l'ottavo posto. In questa macro-area spicchiamo sul fronte dell'acquisizione di cittadinanza dei residenti stranieri, ma sfiguriamo nella graduatoria dei laureati tra i 25-30 anni ogni mille abitanti che ci vede in 98esima posizione.

Le note dolenti riguardano i settori della giustizia e della sicurezza: seppur in lieve crescita rispetto al passato, siamo ancora nella parte bassa della graduatoria, al 75esimo posto. Male anche per quanto riguarda l'offerta culturale: nella classifica generale occupiamo il 65° posto e siamo tra le città peggiori d'Italia per quanto riguarda il numero di librerie. 

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