Allarme acari tra mobili e scaffali: attenti alle punture dello Sclerodermus

Allarme acari alla periferia della città e verso la Franciacorta: la piccola invasione dello Sclerodermus domesticus Klug

Piccolo ma fastidioso, con il suo pungiglione è in grado di provocare pruriti e dermatiti, che se non curati possono proseguire anche parecchi giorni, fino a due settimane. Certo finché non punge è visto con una discreta benevolenza: tanto utile nella lotta quotidiana ai tarli che anche la comunità scientifica lo riconosce (informalmente) come “l'amico degli antiquari”.

Fa parte della famiglia degli acari, nello specifico è lo Sclerodermus domesticus Klug: sembra una formica (volante), misura dai 2 ai 5 millimetri, uccide i fastidiosi (e pericolosi) tarli deponendo uova al loro interno. Sarebbe un compagno di stanza perfetto, lo Sclerodermus, se si limitasse a questo: e invece, come detto, punge anche l'uomo e gli animali.

In questi giorni il Giornale di Brescia scrive di una vera e propria invasione: dalla città, in particolare la zona est verso Urago Mella, e poi sul confine verso la Franciacorta, e quindi Gussago e Rodengo Saiano.

Gli acari si sarebbero insediati tra tetti e assi di legno, mobili e scaffali. Presto per parlare di emergenza, né tanto meno di numerosi interventi di disinfestazione: ma giorno dopo giorno sembra che la loro presenza stia prendendo una brutta piega. Gli esperti raccomandano la massima attenzione, ma allo stesso tempo rassicurano: gli acari come i tarli vanno a “cicli”, e superato questo non si esclude una lunga pausa, senza punture.

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