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Pandemia e benessere psicologico: una ricerca OMS nella giornata della salute mentale

L’IRCCS Fatebenefratelli partecipa al progetto “Monitorare la conoscenza, la percezione del rischio, i comportamenti preventivi e la fiducia (‘trust’) per un’efficace risposta alla pandemia”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

La recente pandemia, oltre alle problematiche strettamente mediche ed assistenziali, ha avuto una molteplicità di conseguenze sul piano psicosociale, sia per l’effetto diretto dell’esperienza di malattia sperimentata da un gran numero di famiglie, che per la conseguenza delle misure restrittive e preventive attuate, quali il lockdown, la sospensione prolungata di molte attività lavorative e ricreative, ecc. L’IRCCS Fatebenefratelli partecipa a un progetto promosso dall’Ufficio Regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ha coinvolto oltre 30 paesi europei, dal titolo “Monitorare la conoscenza, la percezione del rischio, i comportamenti preventivi e la fiducia (‘trust’) per un’efficace risposta alla pandemia”. Insieme all’IRCCS hanno preso parte al progetto l’Istituto Superiore di Sanità e l’AUSL di Modena: queste tre strutture, grazie al supporto finanziario della Fondazione CARIPLO e dello stesso IRCCS Fatebenefratelli, hanno commissionato alla Doxa (nota società di ricerche sociali e di mercato) lo svolgimento dell’indagine.  

Il progetto ha coinvolto un campione rappresentativo dell’intera popolazione italiana comprendente 10.013 persone in età compresa tra 18 e 70 anni. La prima analisi condotta sul gran numero di dati raccolti ha riguardato i comportamenti nei confronti dei vaccini. I dati raccolti hanno messo in luce che una propensione ad accettare il vaccino per il SARS-COV-2 è associata alle seguenti variabili: un’età più avanzata, una maggiore scolarità, l’essere un operatore sanitario, la presenza di problemi cronici di salute, una maggiore percezione del rischio esistente, la condivisione delle politiche di sanità pubblica attuate nel corso della pandemia e la fiducia vero le istituzioni e le fonti di informazione di tipo sanitario (in opposizione invece alla priorità assegnata ai media ed ai social media).

È stato anche indagato, con uno specifico questionario, largamente utilizzato a livello internazionale, il benessere individuale: “il 54% degli intervistati ha riferito una condizione di scarso  benessere psicologico, e questo dato potrebbe, almeno in parte, essere ascritto ai cambiamenti prodotti dalla pandemia, tra cui vanno comprese anche le difficoltà economiche insorte in tanti nuclei familiari”, commenta Giovanni de Girolamo, responsabile del progetto. Risulta quindi evidente come, in un momento storico complesso e gravoso come quello che stiamo attraversando, comprendere bene il contesto nel quale i cittadini e le intere comunità rispondono ad un evento eccezionale, come è una pandemia, ed alle misure governative messe in atto per contrastarla è essenziale al fine di attuare misure più appropriate ed efficaci.  Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito https://www.studiocovidoms.it. 

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