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Omicron: Italia in vantaggio sul resto d'Europa, ma nel mondo torna il coprifuoco

Fa ancora discutere la scelta del governo Draghi di 'blindare' i confini, ma il premier tira dritto

C'è un dato di fatto: dopo essere stata il fanalino di coda dell'Europa allo scoppio della pandemia, l'Italia è ora la nazione messa meglio – ospedali e contagi – in questa quarta ondata. Con un ulteriore vantaggio: stando ai dati attuali, da noi la ultrainfettiva variante Omicron rappresenta lo "zero virgola" dei casi accertati; è quindi comprensibile che il governo Draghi voglia 'proteggere' i confini e non portarsela in casa, cercando di prendere tempo in attesa che scemi il picco nel mondo. La misura del test negativo per chi arriva dall'estero potrebbe comunque risultare aleatoria, per due motivi: impossibile controllare tutti gli ingressi dei turisti dalle autostrade e le migliaia di lavoratori frontalieri. Il rischio, dunque, è di portare solamente un danno al settore turistico; meglio comunque pensare alla salvaguardia del sistema sanitario, che farsi i conti in tasca.

Nel frattempo, l'esecutivo cercherà di spingere sull'accelaratore per la campagna di vaccinazione e per la terza dose. "Noi ci siamo ripresi una normalità, per cui possiamo guardare al Natale e alle feste con relativa tranquillità, al prezzo di 134mila morti" e "quindi vogliamo difendere e difenderemo questa normalità con le unghie e con i denti", ha detto ieri il presidente del Consiglio Mario Draghi. E il premier intende difendere davanti all'Ue la scelta del tampone obbligatorio alle frontiere anche per i vaccinati e la quarantena di cinque giorni per i no vax in arrivo in Italia.

I 20 giorni di vantaggio dell'Italia sul resto d'Europa

La nuova variante, ha ricordato Draghi, "ha una capacità di diffusione nettamente superiore ad altre e noi abbiamo una situazione relativamente favorevole". Da qui la decisione di "attuare la stessa pratica" per chi entra in Italia dai paesi comunitari "che si usa per i visitatori che provengono dal Regno Unito: un tampone, non credo ci sia molto da riflettere su questo". L'Italia è messa meglio degli altri, per il momento. Per il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) "è probabile che Omicron diventi la variante dominante nell’Ue/See entro i primi due mesi del 2022”. Secondo i calcoli del governo, il nostro Paese ha un vantaggio di circa venti giorni rispetto al resto d'Europa, che non può essere sprecato: un "tesoretto" da sfruttare per proteggere quante più persone possibili e superare sia il difficile periodo delle feste sia i primi e più pericolosi mesi invernali, con lo stato di emergenza prorogato fino al 31 marzo 2022.

L’Italia è in grado di somministrare fino a 4,5 milioni di terze dosi in dieci giorni. Più cittadini hanno completato l'intero ciclo vaccinale e più protezione avranno contro il virus. Circa il 20% della popolazione sopra i 12 anni ha fatto anche la terza dose, ha ricordato Draghi, ricordando che "il miglioramento" della situazione italiana rispetto agli altri Paesi "è dovuto soprattutto alla campagna di vaccinale". 
 

omicron europa ecdc 15 dicembre 2021-2

La nuova ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza sui tamponi per i vaccinati in ingresso non è piaciuta ai partner europei. Tra i temi centrali del Consiglio europei che si riunisce oggi a Bruxelles c'è ovviamente la situazione Covid ed è più che probabile che si parli del coordinamento delle misure di viaggio.

Draghi dovrebbe illustrare ai colleghi i motivi che hanno portato l'Italia a introdurre l'obbligo di test anche per i vaccinati in arrivo da Paesi Ue. Ma se la Commissione ha sottolineato che la misura avrebbe dovuto essere notificata 48 ore prima, in un contesto in cui le decisioni spesso devono essere prese molto rapidamente, in ragione delle informazioni disponibili, la mossa italiana incontra però larga comprensione da parte degli altri Stati. Una scelta simile era già stata fatta da Portogallo e Irlanda e dopo l'Italia anche la Grecia ha stabilito che tutti i viaggiatori, vaccinati e non, da domenica dovranno avere un tampone molecolare negativo per entrare nel Paese. Tra l'altro è stato lo stesso Ecdc a ricordare come il vaccino da solo non basti ad arginare la variante Omicron. "È urgente intraprendere azioni forti per ridurre la trasmissione e alleviare il pesante carico sui sistemi sanitari e proteggere i più vulnerabili nei prossimi mesi. I Paesi hanno diverse opzioni di risposta in vista delle festività", ha spiegato infatti Andrea Ammon, direttrice dell'Ecdc, secondo la quale rimane "prioritario utilizzare in modo appropriato le mascherine, il telelavoro, prevenire l'affollamento negli spazi pubblici, ridurre l'affollamento sui mezzi pubblici, rimanere a casa in caso di malattia, mantenere misure di igiene delle mani e delle vie respiratorie e garantire un'adeguata ventilazione negli spazi chiusi".

Omicron fa paura ma per Fauci non serve un nuovo vaccino

Ieri intanto nel Regno Unito si sono registrati 78.610 nuovi contagi in 24 ore, circa 10mila in più rispetto al picco segnalato lo scorso 8 gennaio quando erano state rilevate 68.053 nuove infezioni. Tassi elevati di infezione anche in Danimarca. Il numero dei nuovi contagi raddoppia ogni due giorni. I numeri "crescenti" di casi positivi al Sars-CoV-2, di malati di Covid-19, di ricoveri in ospedale e di morti in Europa sono dovuti "quasi esclusivamente" alla variante Delta, mentre "all’orizzonte" si profila la variante Omicron, che è "ancora più contagiosa", provocando un numero di casi che "raddoppia ogni due o tre giorni", ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, secondo cui a "metà gennaio" la variante identificata per la prima volta in Sudafrica sarà "dominante" in Europa. L'Italia, come si è detto, in questo quadro è ancora in una posizione per il momento privilegiata: l'ultimo bollettino riporta 21.195 nuovi casi e 129 morti. Motivo in più, quindi, per non abbassare la guardia.

La presenza della variante Omicron di Sars-CoV-2 è stata confermata finora in 76 Paesi, secondo i dati dell'ultimo bollettino settimanale dell'Organizzazione mondiale della sanità. Omicron “si sta diffondendo più velocemente rispetto alla Delta sia in Sudafrica, dove la circolazione di Delta era bassa, ma sembra diffondersi più rapidamente anche nei Paesi in cui l'incidenza di Delta è elevata, come nel Regno Unito”. Fuori dall'Europa, la Corea del Sud ha deciso di imporre il coprifuoco e altre restrizioni per contenere l’impennata di casi e vittime: bar e ristoranti chiusi alle 21 e massimo quatto persone consentite per le riunioni private. Le misure sono state prese mentre i contagi quotidiani sono vicini a quota 7.000 e il numero giornaliero delle vittime ha toccato il record a quota 94. Dagli Stati Uniti intanto l’epidemiologo della Casa Bianca Anthony Fauci ha assicurato che la terza dose di Pfizer e Moderna funziona per garantire la protezione contro la variante Omicron e non ci sarebbe quindi necessità di un vaccino specifico. Addirittura, ha detto Fauci, la terza dose di Moderna offre una protezione superiore 20 volte rispetto a quella del ciclo ordinario di vaccinazione.

La situazione in Lombardia: boom di contagi

Sono 535 i bresciani positivi nelle ultime 24 ore, 2.522 in sette giorni (il dato più alto dalla metà di aprile) con una media di 360 casi al giorno, in aumento del 3,7% sui sette giorni (martedì era +2,4%, lunedì +0,6%) e del 6,2% sui sette giorni precedenti. L'incidenza si attesta a quota 202 nuovi casi ogni 100mila abitanti in sette giorni. In tutta la Lombardia sono 4.765 i positivi, 22.196 in sette giorni con una media di 3.171 casi al giorno, in aumento del 6,7% sui sette giorni e del 12,4% sui sette giorni precedenti. Sul fronte degli incrementi percentuali, sono attese brusche risalite nei prossimi giorni, quando si saranno esauriti gli effetti del doppio giorno di festa della scorsa settimana, che ha falsato la periodicità dei rilevamenti. Regge senza particolari affanni il sistema ospedaliero e i ricoveri sono stabili: al 15 dicembre sono 1.334 i pazienti Covid ricoverati in Lombardia (martedì erano 1.331, lunedì 1.278) e di questi 145 sono in gravi condizioni in terapia intensiva.

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