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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Bimba morta a soli 4 anni, il papà: "Voglio sapere perché è successo"

Al via il processo a carico della pediatra finita alla sbarra per la morte di Nicole Zacco

Brescia. Mercoledì mattina, nel tribunale di via Lattanzio Gambara si è aperta l'udienza preliminare a carico di A.S., la pediatra attualmente in pensione finita sotto accusa per la morte di Nicole Zacco di Gottolengo, deceduta a causa delle complicazioni di un'otite che non era stata curata in tempo. L'infiammazione all'orecchio, stando a quanto accertato finora, nel 2018 le aveva provocato un ascesso cerebrale: era stata anche operata, ma purtroppo nulla era servito per salvarle la vita. Aveva solo 4 anni.

A.S. è accusata di omicidio colposo. In qualità di medico curante, secondo l'accusa avrebbe omesso "di adottare le terapie e le prescrizioni che il caso avrebbe imposto secondo le buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non impedendo così l'aggravamento del processo patologico che ha condotto al decesso della paziente".

Queste le parole di Mattia Zacco, papà della bambina, riportate da Bresciaoggi: "Nicole non ci può essere restituita. Vogliamo solo che si faccia chiarezza su quello che è successo individuando le responsabilità. Morire per una otite nel 2018 è inconcepibile. Soprattutto a Brescia dove la sanità è una vera eccellenza".

L'udienza di mercoledì è durata una manciata di minuti, rinviata dal gup al 23 giugno per permettere alla pediatra di trovare un possibile accordo per il risarcimento: tra le parti offese nel processo, oltre ai genitori, ci sono i tre nonni della bimba – due nonne e un nonno – e l'associazione Centro per i Diritti del Cittadino.

Le indagini e la perizia

Nella fase iniziale delle indagini erano stati indagati ben 15 medici e operatori sanitari, insomma tutti quelli che avevano avuto a che fare con la piccola sia negli ambulatori che nei vari ospedali in cui era transitata (dal nosocomio di Manerbio al Civile passando per la Poliambulanza).

Ma ora i riflettori della giustizia sono puntati solo sulla pediatra di famiglia. Era già finita sotto accusa a margine della relazione presentata dai consulenti della Procura (due medici del Gaslini di Genova): “A fronte della persistente sintomatologia algica, per 10 giorni, la dottoressa avrebbe dovuto impostare una antibioticoterapia e richiedere una visita otorinolaringoiatrica”, si legge nel documento.

“L'eventuale somministrazione per via orale di un comune antibatterico – continuano i medici nella perizia – avrebbe implicato un repentino abbattimento della carica batterica e una ripresa clinica. La sua condotta (della pediatra, ndr) ha determinato uno sproporzionato ritardo diagnostico e terapeutico, il quale ha abbattuto pesantemente le probabilità di sopravvivenza della bambina”.

Un'associazione in nome di Nicole

I genitori della bambina hanno creato un'associazione, chiamata L'Arcobaleno di Nicole, allo scopo di "realizzare un'associazione per inserire medici pediatrici in scuole ed asili per poter individuare e prevenire patologie neurologiche, e sostenere i reparti ospedalieri di terapia intensiva e neurologica con macchinari e fondi". Con una conferenza online, il 27 gennaio verrà presentato un cartone animato che spiegherà l'idea alla base della lodevole iniziativa.

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