Sabato, 23 Ottobre 2021
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Nel cavalluccio marino il segreto dell'Alzheimer

In sviluppo, presso l’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, “neuGRID”, una piattaforma informatica avanzata che quantifica in modo automatico e con estrema precisione il volume dell’ippocampo

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

Continuano gli studi sul decorso dell’Alzheimer presso l’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, dove è in sviluppo “neuGRID”, una piattaforma informatica avanzata in grado di quantificare in modo automatico e con estrema precisione il volume dell’ippocampo (che per la sua conformazione ricorda proprio un cavalluccio marino) tramite MRI, cioè una risonanza magnetica cerebrale, per identificare il rischio di sviluppare la malattia.

I ricercatori del laboratorio di Neuroinfomatica del Fatebenefratelli hanno identificato delle “curve di invecchiamento” (ovvero percentili) che permettono di identificare la presenza o l’assenza dell’atrofia ippocampale in tutti quei soggetti che si sottopongono ad una MRI volumetrica. Il monitoraggio della volumetria ippocampale nel tempo rappresenta, inoltre, un indicatore ottimale per valutare l’evoluzione della Malattia di Alzheimer (AD).

“Per misurare la volumetria della regione ippocampale, spiega il dott. Alberto Redolfi, coordinatore del laboratorio di Neuroinformatica, il medico può utilizzare oggi un algoritmo chiamato ADABOOST che è in grado di fornire in tempi estremamente rapidi il volume dell’ippocampo ed il suo collocamento rispetto ai percentili”. Tutte queste informazioni vengono poi riportate in un report scientifico ed inviato direttamente nella mailbox del medico specialista. “Alla luce di tutto ciò, la principale sfida che stiamo iniziando a fronteggiare è quella di impegnarci in una accurata identificazione e stratificazione dei soggetti che, già nel prossimo futuro, potrebbero beneficiare di future terapie in grado di interrompere il processo neurodegenerativo alla base della Malattia di Alzheimer” - conclude il dott. Redolfi.

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