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La corte europea dà ragione alla mamma: potrà finalmente riabbracciare sua figlia

Una storia che si è trascinata in tribunale per più di 6 anni

Potrà finalmente riabbracciare sua figlia al termine di un'odissea giudiziaria durata più di 6 anni: la piccola, che all'epoca ne aveva soltanto 3, era stata infatti dichiarata adottabile dal Tribunale di Brescia, che alla fine del 2015 aveva sentenziato per la sospensione dell'autorità genitoriale della madre (che dunque era stata allontanata dalla figlia). Ma ora la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo (la Cedu) ha ribaltato la situazione, condannando l'Italia per la decisione presa a sua tempo dal tribunale bresciano.

Le protagoniste della vicenda sono mamma e figlia di origini cubane: la prima, che oggi ha circa 40 anni, vive da tempo nel Bresciano ed è qui che ha messo al mondo, nel 2012, la sua figlioletta. Già nel 2013, però, mamma e figlia erano state accolte in una comunità dopo le ripetute segnalazioni ai Servizi sociali, in quanto sarebbero state maltrattate dal marito violento.

Corsi e ricorsi, poi la sentenza della Cedu

Ma è proprio dalla stessa comunità che sarebbero state avviati gli accertamenti sulla presunta incapacità della madre di prendersi cura della figlia. Una circostanza che ha portato, come detto, alla sospensione dell'autorità genitoriale alla fine del 2015: la figlia è stata dichiarata adottabile e separata dalla madre.

La donna, assistita in aula dalle avvocate Antonella Mascia e Annamaria Di Stefano, aveva fatto ricorso nei tribunali nostrani sia in Appello che in Cassazione, senza successo. Fino al ricorso alla Corte di Strasburgo, che invece ha dato ragione alla giovane madre. Mamma e figlia potranno riabbracciarsi, ma non solo: dovranno essere anche risarcite per danni morali, per un totale di 42mila euro. 

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