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Maltempo, preoccupa la marea di fango e detriti che ha invaso il Garda

Richiuso lo scolmatore Adige-Garda che ha salvato Verona da una possibile esondazione del fiume Adige, ma ha comportato per il lago la necessità di ospitare fanghi e detriti

Le enormi chiazze marroni comparse sul lago di Garda a seguito dell'apertura dello scolmatore Adige -Garda, stanno allarmando, e parecchio, i residenti e gli operatori dei comuni della sponda trentina. Niente panico, però: "Il Garda non è una palude" puntualizza la presidente della Comunità del Garda Mariastella Gelmini.

Lo scolmatore Adige-Garda, dalla mezzanotte di martedì 30 ottobre fino alla sua chiusura, ha scaricato nel più grande lago italiano 350 metri cubi al secondo di acqua dell'Adige, salvando in questo modo la città di Verona dall'esondazione. 

VIDEO - Piena dell'Adige, la violenza del fiume che entra nel Lago di Garda

Si tratta di un canale scolmatore artificiale che scorre all'interno di una galleria lunga circa 10 chilometri. Il suo scavo iniziò nel 1937 e fu concluso nel 1959 e rende possibile il deflusso di parte delle acque del fiume Adige direttamente nel lago di Garda. 

Una misura emergenziale che comunque non è esente da ripercussioni per il lago stesso. Anche in quest'ultima circostanza, infatti, nel bacino del Garda sono finiti migliaia di metri cubi di fanghiglia e detriti del fiume, i quali hanno finito con il ricoprire di enormi chiazze marroni le acque azzurre lacustri.

"L'evento meteorico dei giorni scorsi è stato eccezionale e il Garda si è sacrificato per tutelare la sicurezza idraulica di Verona. Quanto è entrato dal Sarca e, per una quindicina di ore, dallo scolmatore Adige-Garda ha indubbiamente nuociuto al lago e alla sua immagine" , spiega ancora la presidente della Comunità del Garda. 

"È presto per dire quanto tutto ciò abbia influito sulla qualità delle acque e le indagini limnologiche che saranno attivate nei prossimi mesi potranno fare chiarezza. Sicuramente l'ittiofauna dell'alto lago trentino ne risentirà, come già paventano alcuni pescatori.

La Gelmini sottolinea anche come "la qualità delle acque, salvo smentite che solo analisi rigorose potranno dare, non è stata compromessa".

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