Decine di famiglie sfollate, 700 case senza elettricità: danni per milioni di euro

Niente ha resistito alla furia della tempesta: la conta dei danni nella Bassa Bresciana si fa sempre più consistente. Ecco i Comuni più colpiti

Scia di devastazione a Rudiano

Il maltempo ha colpito a macchie, qua e là, davvero come nelle pianure americane: la supercella che ha scatenato il downburst, la tempesta da milioni di euro di danni, non ha seguito una linea dritta, un percorso lineare, non si è espansa a macchia d'olio quanto piuttosto a macchia di leopardo. Non che il nubifragio non abbia coinvolto tutti i paesi della Bassa, Ma i danni più ingenti si sono concentrati in una manciata di comuni.

Tra questi sicuramente Rudiano, dove quasi 50 persone sono rimaste senza casa. E poi Castelcovati, Castrezzato, Comezzano-Cizzago, Roccafranca, Maclodio, Dello, Verolanuova, Leno, Ghedi, Gottolengo, Carpenedolo, Urago d'Oglio, Chiari e Montichiari.

La conta dei danni

Prosegue la conta dei danni, che giorno dopo giorno si fa sempre più consistente. A Rudiano, come detto, almeno una trentina di case e condomini e cascine sono state fatte evacuare per il maltempo. Un'azienda è andata completamente distrutta, appena ricostruita. E poi alberi caduti, strade e cantine allagate. Un po' come in tutta la zona.

A Carpenedolo un maxi-blackout ha coinvolto praticamente la metà del paese: si parla di almeno 700 famiglie rimaste senza corrente, a lungo. Situazione che si è replicata anche a Ghedi, dove addirittura alcuni negozi – tra cui i fornai – sono dovuti rimanere chiusi per la mancanza di elettricità. 

Centinaia di edifici danneggiati

A Castelcovati si contano almeno un centinaio di edifici danneggiati: molti di questi avranno bisogno di interventi sostanziali, e sono attualmente inagibili. Così che una ventina di persone hanno dovuto trovare una sistemazione alternativa, da amici o parenti. Danni anche alle strutture sportive, a Verolanuova e Leno, e anche alle scuole.

Per non parlare di aziende agricole, fienili e cascine, capannoni e stabilimenti scoperchiati o resi temporaneamente inutilizzabili per la furia del maltempo. A Gottolengo è rimasta danneggiata anche la chiesa, con danni anche a opere d'arte plurisecolari. A Dello sono saltati i tubi e le pompe dell'acquedotto: tante famiglie sono rimaste a lungo senz'acqua.

Campi e coltivazioni devastati

Infine i danni alle coltivazioni, elemento paesaggistico ed economico che da sempre caratterizza la Bassa. Non solo campi sterminati, ma anche frutteti, vivai e aziende agricole, colture di pregio. Ci vorrà parecchio per ripartire. E non si esclude, dunque, che i Comuni possano chiedere lo stato di calamità naturale. Come già fatto anche sul Garda per la tempesta perfetta del 5 maggio scorso.

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