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Attualità Lonato del Garda

Nuova (maxi) colata di cemento da 93mila quadri: i cittadini scendono in piazza

Sit-in di protesta in Piazza Martiri, contro il progetto del polo logistico sulla Provinciale 567

A Lonato del Garda non si fermano polemiche (e proteste) contro il progetto del nuovo polo logistico sulla Provinciale che porta ai confini con Castiglione: l'area interessata è di 93mila metri quadrati, affacciata sulla Sp567 di fronte alle Fornaci romane, alle spalle della Sorgente del Rudone e nelle vicinanze del Sic di Valle, Sito di interesse comunitario (e come tale area tutelata).

Il Piano attuativo è denominato Develog, dal nome dell'azienda di Milano che si occuperà della realizzazione (non si conosce ancora il gruppo che invece gestirà l'attività). Il progetto prevede l'edificazione di due nuovi magazzini con 35 baie di carico totali e spazi dedicati a uffici, amministrazione, spogliatoi e servizi: la superficie coperta dovrebbe aggirarsi intorno ai 30mila metri quadrati. A questi si aggiungeranno circa 17mila mq di parcheggi di pertinenza: i restanti 37mila mq saranno allestiti a verde.
piano attuativo develog lonato render-2

Per dire no all'ennesima colata di cemento, venerdì 30 settembre – alle 9.30 – è stato organizzato un sit-in di protesta in Piazza Martiri della Libertà, a cui hanno aderito diverse associazioni: Tavolo Ambiente Garda, Legambiente Castiglione, Comitato promotore per il parco delle colline moreniche del Garda, Associazione "Te se de Castiù", Gruppo Argine di Castiglione, Arci Dallò e Associazione Roverella.

"La provincia di Brescia è maglia nera nazionale per consumo di suolo, Lonato è il primo comune in Lombardia – dichiara Daniela Carassai di Tavolo Ambiente Garda –. Nonostante ciò, si vuole continuare a costruire in una zona ad alta sensibilità ambientale. Per questo motivo abbiamo deciso di scendere in piazza: vogliamo fermare quest'opera scellerata, su un territorio già terribilmente provato".

Il progetto per il polo logistico è finito sotto i riflettori anche per i possibili rischi idrogeologici, la vicinanza con la falda freatica e con un laghetto: "Sorgerebbe accanto all'area più delicata e pregiata del Sic di Valle, un sito abituale di nidificazione dell'avifauna", spiega Legambiente Castiglione. Proprio la vicinanza con il Sic, continuano gli ambientalisti, "comporterebbe l'inevitabile turbamento al suo delicato ecosistema, con il transito di centinaia di mezzi pesanti con relative operazioni di carico e scarico". 

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