Domenica, 19 Settembre 2021
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Venerdì la Lombardia rischia di cambiare colore: ipotesi lockdown totale nel weekend

La Lombardia tra le regioni che potrebbero cambiare colore con l'ordinanza del ministro della Salute Speranza dopo il report dell'Iss. Si lavora alla stretta nei fine settimana in tutta Italia

Il ministro della Salute Speranza

C'è anche la Lombardia tra i territori che potrebbero cambiare colore con l'ordinanza del ministro della Salute Speranza, attesa per venerdì 19 febbraio dopo il report dell'Iss. Oltre alla nostra regione, sono a rischio stretta Lazio, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Piemonte. Secondo il Corriere di oggi, c'è anche il rischio che alcune finiscano classificate in rosso.

Attualmente, in base all'ordinanza del ministro della salute Roberto Speranza che risale al 13 febbraio 2021, sono attualmente ricomprese:

  • in zona gialla: Calabria, Campania, Basilicata, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta, Veneto;   
  • in zona arancione: Abruzzo, Liguria, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Umbria.
  • in zona rossa: nessuna Regione. 

Intanto il 5 marzo scade il Dpcm attualmente in vigore e il governo Draghi dovrà prendere le prime decisioni sulle restrizioni da attuare e su quale strumento legislativo utilizzare per farlo. Potrebbe essere utilizzato il decreto legge invece del Dpcm lasciando poi il potere di ordinanza alla Protezione Civile o ai ministri. 

In ogni caso appare difficile, se l’andamento della curva epidemiologica continuerà a essere in salita, che possano scattare le aperture di palestre e piscine, cinema e teatri, e che si possa consentire ai cittadini di andare al ristorante anche la sera

Per il weekend l'ipotesi lockdown totale

Intanto la prevalenza della variante inglese suggerisce la possibilità che stia per scoppiare la terza ondata dell'epidemia. Un esperto contattato nei giorni scorsi da Today.it ha spiegato però che non tutto è perduto: "Allora, indizi a favore: il 15-20% di una variante nuova è, da quello che abbiamo imparato in questi mesi, la soglia in cui parte l'ondata. Poi, tutte le informazioni dagli altri paesi UE, UK e USA indicano che la variante inglese è molto più trasmissibile. Infine, ci sono già cluster molto seri in provincia di Perugia, tra Pescara e Chieti, a Chiusi e a Bolzano". Ma c'è anche un indizio contrario molto importante: "Nonostante durante la seconda ondata le nostre misure siano state più blande a livello nazionale di quelle in Germania, Francia,  siamo ancora in una fase di totale stabilità di crescita dei contagi". Questo significa che per ora la situazione è relativamente sotto controllo e la Terza Ondata non è partita a livello nazionale. "Se riusciremo a tenerlo basso, la situazione resterà contenibile. Ma è importante agire adesso. Le prossime due settimane saranno quelle in cui probabilmente la prevalenza andrà dal 25% al 50%", ha confermato ieri il fisico Alessandro Vespignani in un colloquio con Repubblica

La Stampa spiega però oggi che il ministro della Salute ha in mente un piano B dopo le zone rosse locali illustrate ieri: portare tutta l'Italia in zona rossa nei festivi e nei prefestivi. 

Il tutto magari con l’obbligo di indossare le Ffp2 nei luoghi chiusi, come ha già fatto l’Alto Adige. Medicina amara da far digerire a Lega e Forza Italia, che hanno già dimostrato di non gradire troppo la linea dura reagendo con rabbia all’appello al lockdown lanciato dal consigliere di Speranza, Walter Ricciardi.

Ma la stretta potrebbe essere inevitabile per non farsi travolgere da una terza ondata spinta dalle varianti. Intanto nel comune di Castrezzato, insieme a quelli di Viggiù (VA), Mede (PV), Ce Bollate (MI), a decorrere dalle ore 18 di oggi mercoledì 17 febbraio verranno applicate le disposizioni previste nella cosiddetta zona rossa, già osservate poche settimane fa sull'intero territorio regionale.

La situazione negli ospedali

A Brescia è stabile la situazione all'ospedale Civile, ricoveri in aumento invece al San Donato e alla Poliambulanza. In quest'ultimo caso, i pazienti Covid hanno raggiunto quota 106, il doppio rispetto a tre settimane fa.

Nel resto della Lombardia la tendenza dei ricoveri è ugualmente in aumento, seppur non così marcata come nel Bresciano: sono infatti più gli ingressi di nuovi malati che le uscite e le dimissioni (anche considerando i decessi, purtroppo). Ad oggi, sono 4.066 i pazienti Covid che lottano nei nosocomi della nostra regione.

Fonte: Today.it

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