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Lombardia torna in zona arancione? Il rischio è concreto, se non cambiano i parametri

Occhi puntati sull'indice Rt in aumento, ma anche le Terapie Intensive sono ancora piene oltre la soglia di guardia

Foto d'archivio

Lombardia verso la zona arancione? Il rischio c'è (ma possono cambiare i parametri)

La curva dei contagi continua a scendere, seppure molto lentamente. Notizie migliori arrivano sul fronte dei decessi, soprattutto nella nostra provincia, basti pensare che sabato non è stata registrata nessuna vittima: non accadeva da sei mesi, l'ultima volta era stato il 3 novembre. Nonostante ciò, l'emergenza pare tutt'altro che finita e, per la nostra regione, il 'sogno' zona gialla potrebbe finire prima del previsto. La Lombardia, che dallo scorso 26 aprile ha riassaporato una semi-normalità dopo mesi di divieti, corre infatti il rischio di tornare in arancione. 

L'ultimo report dell'istituto superiore di sanità, che guida il Ministero della Salute nella scelta delle varie fasce di rischio, ha fotografato per la regione una "classificazione complessiva di rischio" che viene definita "moderata". 

"Incidenza ancora elevata"

Dal punto di vista dell'intera Nazione, l'Iss ha sottolineato che "l’incidenza è in lenta diminuzione ma ancora elevata per consentire sull’intero territorio nazionale una gestione basata sul contenimento ovvero sull’identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti" e che "di conseguenza, è necessario continuare a ridurre il numero di casi anche attraverso le misure di mitigazione volte a ridurre la possibilità di aggregazione interpersonale e proseguire la campagna vaccinale per raggiungere rapidamente elevate coperture nella popolazione".

E ancora: "Si osserva per la seconda settimana consecutiva un lieve aumento della stima dell’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici, che tuttavia rimane al di sotto della soglia epidemica".

In Lombardia Rt verso la zona arancione? 

Ed è proprio qui il punto. In Lombardia, spiegano i colleghi di Milanotoday.it, l'indice Rt è ora di 0.92, in crescita dal momento in cui erano state decise le riaperture. Un Rt sopra l'1 potrebbe riportare - anche se non automaticamente - la regione in zona arancione, mentre superando l'1.25 si "vola" in zona rossa. Da qui, la classificazione di rischio moderato. Tiene, invece, per fortuna, l'incidenza su 100mila abitanti, che per ora è di poco superiore ai 110 e ben distante dalla soglia d'allarme dei 250. 

A preoccupare in Lombardia, però, sono anche i tassi di occupazione ospedalieri - anche quello influisce sulla classificazione del rischio -, con le terapie intensive che sono ancora piene oltre il limite di guardia. 

A confermare l'allarme è anche la fondazione Gimbe, che dall'inizio della pandemia analizza i dati e disegna previsioni. "A partire dalla prossima settimana l'Rt rischia di aumentare e ci potranno essere nuove zone arancioni - l'analisi del Gimbe - ma se il governo dice che le riaperture sono irreversibile a questo deve corrispondere un cambiamento dei parametri", la loro riflessione. 

Cambiano i parametri per le zone

E in effetti un cambiamento potrebbe essere in arrivo. Prima di venerdì, quando sarà pubblicato il report dell'Iss che guiderà poi il ministero nella scelta dei vari colori, il governo e le regioni - d'accordo - potrebbero decidere di variare i paramenti per le fasce di rischio.

Proprio a proposito dell'indice Rt, il presidente della Conferenza delle regioni, Massimiliano Fedriga, ha fatto questa proposta al governo: "La prima cosa da superare oggi, vista anche la situazione contingente, è l'indice Rt che oggi andiamo a valutare". In alternativa, secondo Fedriga, si potrebbe tenere in considerazione un altro indice, "l'Rt ospedaliero: fa capire se aumentano o diminuiscono le richieste di ospedalizzazione ed è un indicatore che può dare un segnale importante, e che non dà una visione distorta".

 

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