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Venerdì, 21 Gennaio 2022
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Lettera aperta al primo cittadino Emilio del Bono e al Consiglio comunale di Brescia

Svolta significativa per dire addio alla statua nera abusiva e non autorizzata dal febbraio 2018 in piazza Vittoria

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

Svolta significativa per dire addio alla statua nera abusiva e non autorizzata dal febbraio 2018 in piazza Vittoria, in violazione delle norme del codice dei beni culturali.

Un'idea per il basamento di piazza della Vittoria. Lettera aperta al primo Cittadino Emilio Del Bono e al Consiglio Comunale della mia Città Brescia, Vorrei presentare la mia idea, che riguarda il posizionamento sul basamento di piazza della Vittoria di una grande statua marmorea e/o altro materiale, che svetti in piazza, un’effige della Vittoria Alata che possa essere realizzata grazie ad un concorso di idee da parte di laboratori universitari e/o artigiani, per la realizzazione, simbolo che racconta attraverso la sua figura millenaria la storia dell’antica Brixia. Una statua rappresentante la Vittoria, reperto ritrovato proprio in suolo Bresciano, quale miglior simbolo può rappresentare e personificare una piazza dedicata alla Vittoria?! -Vittoria Alata, la Brixia dei romani, anche se va chiarito che non si limita a illustrare l’origine della sola città ma racconta, per la prima volta, la grande vicenda che ha portato, tra il III secolo e il I secolo avanti Cristo, all’unione tra la Roma repubblicana e le genti della nostra Brixia; -Vittoria Alata, è testimone e ci racconta di una vicenda che ha la forza di un’epopea; -Vittoria Alata, una storia di scontri, ma anche di incontri di civiltà, di sopraffazione e di profonda integrazione. -Vittoria Alata, un epopea nella quale compaiono nomi che tutti abbiamo conosciuto sui libri di scuola: Annibale, Scipione, Emilio Lepido, Mario Silla, la Gallia Cisalpina, la Roma Repubblicana, ma anche di personalità che nulla hanno a che fare con campagne militari e battaglie, come quella di Catullo, il grande poeta dei carmi. -Vittoria Alata, perché questa è una storia che, tra pace e guerra, permette di arrivare alla creazione di un nuovo modello sociale. -Vittoria Alata, è la storia della trasformazione, o meglio potremmo dire, di modernizzazione di un grande territorio. -Vittoria Alata e le genti del Mondo. Un incontro di culture. III-I secolo a.C.” è una grande “COPIA della Vittoria Alata esposizione per ammirare e ascoltare ed essere abbracciati per un viaggio emotivo, per rivivere situazioni e atmosfere di quei tempi lontani, adatte a tutte le generazioni. -Vittoria Alata, che esce dallo scrigno Santa Giulia eterno della storia di tutti i popoli mostra a noi a incamminarsi nella memoria sarà come uscire dal mito e dal racconto per entrare dentro la storia. -Vittoria Alata che ci trasmette sensazioni che da quella piazza possa partire, un messaggio di buon lavoro ai “ caschi blu della cultura”. -Vittoria Alata dal suo abbraccio per trovare pace, con le altre piazze di stragi impunite. -Vittoria Alata, per non dimenticare ma ci indica ad avere forza nel proseguire. Il mio pensiero vola su Primo Levi, come se la sua testimonianza andasse su molte donne e uomini ancora una volta, atta a coinvolge tutte le generazioni, vertendo sul senso da dare a questi nostri anni 70 anni di tregua e implica la consapevolezza che la nostra riconquista dell’umano, l’insediamento della vera pace, dipenda dalla profondità con cui avremo esplorato gli abissi di ieri e dalle conseguenze che ne avremo tratto. Decine di opere editoriali sono venute alla luce in questo periodo per rievocare eventi storici; alcune, in modo particolare quelle di Giampaolo Pansa, cercando di capire le ragioni dei perdenti ed il dramma vissuto nei giorni della “Liberazione” ma molte, ancora troppe, celebrano una guerra civile, volendo ignorare le ragioni, i contenuti ideali, presenti anche nella parte perdente, pur sapendo che, per logica e per natura, quelle ragioni e quei contenuti sono insiti in tutti gli atti umani, in ogni momento della storia dell'umanità? Facendo riferimento alla Spagna franchista, possiamo considerare che vent'anni dopo la fine della guerra civile eresse e consacrò al culto degli spagnoli, il monumento della “Valle dei Caduti”, dove fraternamente sono raccolti, dimenticati gli anni del furore, i caduti dell'una e dell'altra parte, esempio che potremmo portare sul suolo Bresciano riportando in questa piazza un percorso e simbolo di riappacificazione. Concludo con ciò che Cesare Pavese, pubblicò nel 1949: "Ho visto i nostri morti, ma ho visto anche i morti sconosciuti, quelli del nemico, quelli "repubblichini" sono questi che mi hanno svegliato qualcosa... Il nemico, anche vinto, è qualcuno, e dopo averne sparso il sangue bisogna placarlo, dare una voce a questo sangue, giustificare chi l'ha sparso. Ogni caduto somiglia a chi resta e gliene chiede ragione. Al posto di un nostro nemico potremmo essere noi e non ci sarebbe differenza. Per questo ogni guerra è una guerra civile. E dico, se vogliamo ritornare a sperare e vivere, pietà, pietà anche per il nemico ucciso". Non so come verrà colta l’idea che sto proponendo, mi pare di essere un bambino che gioca nel tempo della propria Città, e di essermi divertito e stupito di ritrovare una piazza ornata da un monumento bello e insolito. Il monumento potrebbe essere realizzato e progettato in due ipotesi: la prima dal laboratorio RISE dell’Università Statale di Brescia, il quale ha messo a punto uno strumento (realizzazione in 3D) in grado di riprodurre la Vittoria Alata anche in grandi dimensioni (altezza 750 cm), seguendo il progetto di quel lontano artista Arturo Dazzi scultore e pittore. La seconda andare in quel di Virle, al laboratorio impregnato di arte storia di polvere secolare dove il marmo è vivo da 5 secoli. Chiedere ai Maestri Angelo e Ivan Confortini di compiere due miracoli cioè poter creare la copia dalla Vittoria Alata (altezza 750 cm) e, un generoso preventivo.

Lo chiede tutto il Consiglio Comunale generazione della Spending review! Mica lo chiede Berardo Maggi, vescovo e signore di Brescia! Celso Vassalini.

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