Voto per il caso Gregoretti, PD e 5 Stelle alla sagra dell'ipocrisia

L'editoriale

Sbarco migranti (foto d'archivio)

La Giunta delle Immunità del Senato ha dato il via libera al processo per Salvini con i voti della Lega, suo stesso partito, sul caso della nave Gregoretti. La maggioranza, PD e 5 Stelle, hanno disertato la seduta. Il caso è emblematico e spiega con chiarezza una cosa: a nessuno importa della disumana scelta (una tra le tante) dell'ex ministro dell’Interno, che impedì per più di tre giorni lo sbarco di 116 persone, tratte in salvo dalla nave della Marina Militare.

Da una parte c'è Salvini, che usa il processo per avere più visibilità per il voto in Emilia. Fin qui nulla di nuovo, per la sua personale propaganda riesce a baciare prima un rosario e poi una coppa in un salumificio, spiegando a tutti la profondità della sua fede cristiana.
Dall'altra abbiamo 5 Stelle e Partito Democratico. Col processo a Salvini prendono la palla al balzo: sicuri perdenti alle urne, forse i giudici glielo levano di mezzo. Quindi, in principio, si mostrano tutti indignati "dal disdicevole comportamento", poi la Casellati mette la votazione prima delle Regionali e iniziano ad accampare scuse improbabili: la sagra dell'ipocrisia, insomma. 

Di fatto, 5 Stelle, Lega e PD agiscono allo stesso modo di fronte all'emergenza migratoria; anzi, l'ex ministro Minniti ha attuato le politiche più di destra finora viste in Italia (la grande menzogna è considerare i Democratici un partito di sinistra, basti ricordare chi ha abolito l'Articolo 18). La differenza è che Salvini strombazza tutto ai quattro venti per raccogliere voti, gli altri lo fanno in silenzio, come vergognandosi di fronte ai loro stessi elettori. Da quanto Zingaretti e soci sono al governo, i decreti sicurezza sono rimasti al loro posto, la nave dell'ong Mediterranea è ancora sotto sequestro, quando basterebbe una firma per farla tornare in mare.

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Con la scelta di farsi votare in Giunta dal suo stesso partito, Salvini si è giocato (di nuovo) il tutto per tutto. L'ultima volta che lo ha fatto, con la crisi del Conte I dichiarata in spiaggia tra spritz e creme solari, ha fatto una fine pessima, se non ridicola. E' sicuro che ne valga la pena per vincere in Emilia? Crede veramente che il governo cadrà in caso di una sua vittoria?
Se non vogliono suicidarsi, 5 Stelle e PD resteranno saldi fino al 2023, qualunque cosa succeda, anche una terza guerra mondiale, sperando che l'onda salviniana scemi; tre anni all'opposizione sono un'eternità, forse porteranno a casa la pelle. Contenuti e idee però stanno a zero o, meglio, sono identici da entrambe le parti: fanno tanto rumore, ma sono solo bagatelle per il potere.
 

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