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Lunedì, 29 Novembre 2021
Attualità

Oggi il nuovo decreto sul "Super Green Pass": tutte le novità in arrivo

Tra poche ore la decisione: il vero grande nodo è come combinare la stretta con i cambi di colore. Tempi e modalità delle nuove misure

Si deciderà stasera il nuovo decreto sul Super Green Pass o Green Pass "rafforzato" che dir si voglia. Nelle prossime ore, dopo cabina di regia e consiglio dei ministri, la nuova certificazione verde conterrà importanti novità: potrebbe infatti escludere i non vaccinati da quasi tutte le attività ricreative, culturali, e sportive. Cosi per avere accesso a bar, ristoranti, palestre e piscine, cinema, teatri, musei, stadi, palazzetti e discoteche non basterà più il tampone negativo, ma sarà necessaria la vaccinazione. Il tampone continuerà a valere solo per andare al lavoro.

Resta da chiarire quando le nuove restrizioni saranno applicate: tra i presidenti di Regione, c'è chi spinge per le nuove restrizioni ai non vaccinati a prescindere dal colore della regione, ma anche chi sostiene che debbano essere applicate solo in zona gialla o arancione. Il giorno decisivo è dunque arrivato, oggi il premier Mario Draghi e il ministro della Salute Speranza tireranno le fila. La cabina di regia si riunisce oggi alle 11. Il Consiglio dei ministri seguirà, alle 15.30, per l'approvazione.

Super Green Pass: cosa cambia per i non vaccinati in zona bianca, gialla e arancione

Il virus ha ripreso a circolare in maniera sostenuta in alcune regioni. L'ultimo bollettino parla di 10.047 nuovi casi (martedì scorso erano stati 7.698). Il tasso di positività è all’1,5%. I decessi sono 83, mai così tanti dallo scorso 10 giugno. Aumentano di 11 unità i ricoveri in terapia intensiva, e di 90 unità nei reparti ordinari. La pressione sul premier Draghi è fortissima e ci sono alcuni ministri (soprattutto Pd e Forza Italia) che vorrebberro escludere i cittadini senza vaccino da ogni luogo ricreativo già in zona bianca. Alcune tra le Regioni più popolose come Lazio, Campania, Toscana, Puglia, Lombardia e Veneto chiedono la linea dura.

Una possibile soluzione di mediazione, che nelle ultimissime ore prende piede, porterebbe a una zona gialla più rigorosa (con restrizioni sulla capienza valide senza vaccino) e poi il totale divieto di ingresso nei luoghi ricreativi e di svago ma solo a partire dalla zona arancione. Da una parte c'è il rischio caos con norme così differenziate, e i controlli sono assai difficili, per non dire impossibili. Ma, come sottolinea oggi Repubblica, "Draghi teme che l’opzione più radicale determini un contraccolpo sul fronte della ripresa: tenere fuori i no-vax significa escludere da alcuni consumi sei milioni e mezzo di persone".

In zona gialla, va ribadito, cambia pochissimo rispetto alla zona bianca (mascherine all'aperto e limiti nei posti a sedere al chiuso allo stesso tavolo nei ristoranti) se le regole restano quelle attuali. E' la zona arancione in concomitanza con il periodo pre-natalizio che fino a qualche giorno fa non faceva dormire sonni tranquilli ad alcuni governatori. Ma la zona arancione è lontanissima, ed è quindi ipotizzabile una zona gialla più rigorosa (con restrizioni sulla capienza valide a chi è senza vaccino) e poi restrizioni più dure per chi non ha fatto il vaccino dalla zona arancione. L'esclusione di milioni di persone da subito, tra pochi giorni, da ristoranti, bar, palestre, piscine, cinema, teatri, musei, stadi, palazzetti, discoteche avrebbe una ricaduta economica importante, forse superiore al previsto.

Per il settore del turismo "è fondamentale che l'apertura della stagione invernale abbia successo" ha detto ieri sera, non a caso, il ministro dell'economia Daniele Franco nel corso di un'audizione alle commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato sulla manovra.

Bassetti: "Super Green Pass solo in zona gialla non ha senso"

"Mi auguro che" il super Green pass "sia molto rigoroso. Io sono stato il primo a chiamarlo super Green pass, in un'intervista a Porta a Porta. Mi auguro che non venga fatta la solita cosa all'italiana. O si introduce tout court, cioè tutti utilizzano il super Green pass da subito per andare al ristorante, al cinema, al teatro, oppure se lo si mette solo in zona gialla diventa una misura cosmetica e senza senso, tanto vale non prenderla. Questa è una misura che serve per non andare in zona gialla". L'ha detto oggi il prof. Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive all'ospedale San Martino di Genova, su Radio Cusano Campus.

"In Italia, ma non solo, abbiamo ormai invertito ogni tipo di ordine normale. Di vaccini e di benefici dei vaccini parlano insegnanti, giuristi, politici e giornalisti, i medici che ne parlano vengono considerati come il diavolo. Ormai - ha proseguito - la tv è diventata la pubblicità negativa dei non effetti dei vaccini, bisogna dire grazie all'87% degli italiani che ha avuto l'intelligenza di ascoltare i medici e vaccinarsi. I media hanno fatto un disastro di malinformazione, puntando ai like e all'audience anziché a dare informazioni per il bene pubblico".

Green Pass, quando scattano le nuove restrizioni: ipotesi 29 novembre o 1 dicembre 2021

Le nuove misure non dovrebbero valere per treni ad alta velocità e agli aerei: per spostarsi continuerà ad essere sufficiente un tampone. La durata del 'responso' negativo potrebbe inoltre scendere da 72 a 48 ore per il molecolare e da 48 a 24 per l'antigenico. Il trasporto locale finora non è stato associato al Green Pass: alcune forze di maggioranza vorrebbero una stretta anche in questo ambito, ma rimane la difficoltà legata ai controlli. Impensabile che venga chiesto il Green Pass per prendere tutti i mezzi pubblici.

Altro rebus è la data di inizio delle nuove restrizioni: possibile che sia mercoledì 1 dicembre 2021 il giorno giusto. Ma secondo il Sole 24 Ore le nuove norme saranno presumibilmente già in vigore lunedì 29 novembre 2021. Sulla durata dei tamponi non dovrebbero esserci novità. L’idea di ridurre la validita dei cosiddetti "rapidi", i più usati, da 48 a 24 ore e dei test molecolari da 72 a 48 ore, al momento sembra superata anche perché non si riuscirebbe a soddisfare le richieste. Accantonato anche il ritorno all’obbligo della mascherina all’aperto (che resta dalla zona gialla).

Vaccino obbligatorio: ipotesi forze dell'ordine e personale scolastico

Capitolo obbligo vaccinale: oltre a personale sanitario e delle Rsa - misura già in vigore ma da rinverdire sulle terze dosi - c'è l'ipotesi relativa alle forze dell'ordine e al personale scolastico. Sarebbe questa la novità numericamente più impattante del decreto Green Pass. Il governo sta valutando proprio in queste ore se imporre l’obbligo di vaccinazione per l’intero comparto difesa e sicurezza (500 mila dipendenti) e per il personale scolastico (1,2 milioni): in tutto, 1 milione e 700 mila persone. L’intero comparto significa Polizia e Carabinieri, Guardia di Finanza ed Esercito, Aeronautica, Marina e Polizia penitenziaria. Già si annunciano polemiche soprattutto sul fronte degli agenti di Polizia: alcune delle sigle sindacali sono ostili al provvedimento. A tutti verrebbe concesso poco meno di un mese, fino al 15 dicembre, per adeguarsi. Poi scatterebbe la sospensione dello stipendio.

"Per il personale sanitario esiste già l'obbligo proprio a seguito di una mia proposta e il governo avrebbe già dovuto estenderlo anche per la terza dose: siamo in ritardo. Ora il vaccio va reso obbligatorio per forze dell`ordine, insegnanti e personale scolastico e per i lavoratori, sia pubblici che privati, che svolgono attività di front office e sono, quindi, a contatto col pubblico". Lo dice Licia Ronzulli, senatrice di Forza Italia al Corriere della Sera. E sull'ipotesi di super green pass si dice "assolutamente" a favore. "Questa è l`epidemia dei non vaccinati, i numeri sono impietosi. Giusto escludere chi non è vaccinato da tutte le attività al chiuso, da palestre e piscine a cinema, teatri e ristoranti. Non si possono far pagare gli italiani che si sono vaccinati con altre restrizioni o limitazioni. Qualcuno parlerà ancora di obbligo surrettizio. Chi non vuole vaccinarsi starà a casa". Ronzulli si dice favorevole anche alla vaccinazione per i bambini. "Appena si potrà, vaccinerò la mia bambina. Questo virus è un nemico subdolo perché invisibile, che non fa distinzione tra più o meno giovani".

"Non sono per l'obbligo vaccinale perché non è praticabile. Lo dimostra il fatto che già c'è per i medici e sappiamo bene che non sono tutti vaccinati" dice Luca Zaia, governatore del Veneto, a Rtl 102.5. Per Zaia "è difficile" l'obbligo del "Green pass anche per usare il trasporto pubblico.Zaia ha ricordato che le regioni hanno dato al Governo "una serie di indicazioni sul super green pass, a cominciare dalla necessità di non chiudere" le attività. "Ora - ha concluso - attendiamo le decisioni". Le attendono tutti: la proverbiale capacità di sintesi di Mario Draghi sarà messa a dura prova.

No Green Pass per i bambini tra 5 e 11 anni

Non sarà introdotto il Green Pass per la fascia 5-11 anni, almeno per il momento. Matteo Salvini ha chiesto di non forzare la mano, ma  è una battaglia di facciata, mirata a incassare un facile risultato: la questione del vaccino per i più piccoli, infatti, non è neppure all’ordine del giorno del consiglio dei ministri di oggi. Nell'agenda del governo è in prospettiva un tema che si annuncia complesso quello del Green Pass per gli under 12. L'argomento è collegato all'imminente parere dell'Ema, l'agenzia europea per il farmaco, sul vaccino per la fascia 5-11 anni. L'estensione del certificato verde ai bambini sarà tra gli argomenti da discutere, ma non oggi.

Zona gialla: le Regioni che ci vanno da lunedì 29 novembre 2021

La zona gialla - e le regole non dovrebbero cambiare - scatta quando l'incidenza è superiore a 50 casi ogni 100mila abitanti (e oggi solo tre regioni hanno incidenza sotto soglia, Basilicata, Puglia e Sardegna), l'occupazione delle terapie intensive supera il 10% e quella delle aree mediche il 15%. La zona arancione viene stabilita invece con un'incidenza di oltre i 150 casi ogni 100mila abitanti e se al contempo la soglia delle terapie intensive oltrepassa il 20% con i reparti ordinari al 30%. Per entrare in zona rossa invece all'incidenza pari o superiore a 150 casi per 100.000 abitanti devono abbinarsi un tasso di occupazione dei posti letto superiore al 40% in area medica e al 30% in terapia intensiva. In zona gialla cambia pochissimo (mascherine all'aperto e limiti nei posti a sedere al chiuso allo stesso tavolo nei ristoranti) rispetto alla zona bianca. E' la zona arancione proprio in concomitanza con il periodo pre-natalizio che non fa dormire sonni tranquilli ai governatori.

La zona gialla per Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia da lunedì 29 novembre non sembra assolutamente in discussione. La provincia di Bolzano ha tra l'altro già introdotto una stretta in 20 Comuni con tanto di coprifuoco.  Le altre Regioni che rischiano il cambio colore (ma più realisticamente il 6 o 13 dicembre) sono Marche, Liguria e Calabria. Occhi puntati su Toscana e Lazio, dove i casi aumentano ma la situazione negli ospedali non è - a oggi - in alcun modo allarmante. Per il prossimo cambio di colore delle Regioni saranno decisivi i dati di giovedì (sono quelli su cui si basa il monitoraggio Iss dal quale dipendono eventuali nuove ordinanze restrittive del ministero della Salute). 

Gli ultimi dati dell’Agenas sono eloquenti: in otto regioni è salita la percentuale dei posti letto occupati nei reparti ordinari dai pazienti Covid e in sei è in aumento quella delle terapie intensive, con il Friuli Venzia Giulia che, con l’incidenza di 317 ogni 100mila abitanti, le rianimazioni al 15% e i ricoveri al 17%, ha superato tutti i parametri che fanno scattare la zona gialla.

Terza dose da oggi: le due Regioni che sono partite a tutta velocità

Entra in vigore da oggi la circolare del ministero della Salute che dispone l'anticipo della dose booster del vaccino anti-Covid da 6 a 5 mesi e la somministrazione alla fascia tra i 40 e i 59 anni. In vista delle feste di fine anno è record di prenotazioni mentre si valuta la possibilità di aprire anche agli under 40. L'Austria anticipa il booster addirittura a quattro mesi dall'ultima dose. 

E’ salita a quota 160mila la media delle somministrazioni delle terze dosi: tra le Regioni che hanno dato il via al richiamo a 5 mesi ci sono il Lazio e la Toscana che hanno aggiornato i portali mentre in Lombardia la prenotazione a 5 mesi sarà attiva da venerdì 26 novembre. La prima dunque a partire è stata la Regione Lazio, allineando il portale alla nuova tempistica dei 150 giorni. Proprio qui sono state effettuate già 490mila dosi di richiamo, pari al 10% della popolazione. Anche la Toscana ha già dato il via al richiamo a 5 mesi per le categorie come gli over 40, over 18 con elevata fragilità, operatori sanitari e soggetti immunizzati con il monodose Johnson&Johnson, mentre la Puglia ha annunciato l’ok. A stretto giro si uniranno anche le altre regioni.

Fonte: Today

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