Strage di storni sulle spiagge del Lago di Garda: sono morti avvelenati?

Preoccupa e non poco la strage di storni del lago di Garda: nelle ultime settimane ne sono stati trovati morti a centinaia, a Desenzano e Sirmione

Storni morti sul Lago di Garda

Strage di storni sul lago di Garda: ne sono stati trovati morti a centinaia, tra Desenzano e Sirmione. Alcune carcasse sono già state prelevate dai volontari del Wwf Bergamo-Brescia, già consegnate ai tecnici veterinari dell'Ats e all'Istituto Zooprofilattico di Brescia: gli accertamenti sui decessi dei vari esemplari recuperati potranno forse far luce sulle cause di questa insolita moria.

Anche il Comune di Desenzano, nella figura del presidente del consiglio comunale Rino Polloni, si è interessato alla vicenda. E intanto le ipotesi si sprecano. Potrebbe trattarsi di una forma di avvelenamento collettivo: nel senso che lo stormo di volatili – questo è il periodo delle migrazioni, quindi si muovono in tanti, e tutti insieme – si sarebbe nutrita di qualcosa che poi li ha tutti avvelenati. Magari i pesticidi.

Ma non si esclude l'involontario contatto con qualche cavo dell'alta tensione, o un'epidemia ancora da svelare. Su Facebook non mancano nemmeno le tesi più fantasiose, tra cui i decessi conseguenza collaterale dei test sulla rete informatica 5G.

I luoghi dei ritrovamenti

Non resta altro che aspettare, e intanto raccogliere tutte le informazioni empiriche su quanto accaduto. Innanzitutto i luoghi dei ritrovamenti: lungo Via Rambotti a Desenzano, dove sono stati avvistati i primi cadaveri. Poi al porto della Zattera di Rivoltella, dove si dice ce ne fossero almeno una cinquantina. E ancora sulle spiagge e sul litroale, nella zona dell'ex Baraonda e fino alla Brema di Sirmione (anche qui almeno 50 morti).

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Di episodi simili se ne sarebbero riscontrati a decine, in tutta Italia. Lo storno comune è un uccello passeriforme, che si trova in tutto il mondo tranne che in Sud America e in Antartide. Vive nelle campagne ma anche in città, si nutre di insetti e piccoli vertebrati, poi di frutta come fichi, nespole, ciliegie e pure olive. E' stato inserito nell'elenco delle 100 specie più invasive del mondo.

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