Sabato, 16 Ottobre 2021
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"L'omicidio di mia mamma? Non c’è un motivo particolare": ragazzo a processo

Il sostituto procuratore  Roberta Panico ha definito il procedimento per l'omicidio della 53enne, chiedendo il rinvio a giudizio del figlio matricida

E’ stata fissata per il 3 novembre l’udienza preliminare del 25enne Vincenzo Capano, il ragazzo che il 10 settembre 2020 strangolò a Breno la madre Francesca Mesiano.

Come riportato da Il Giorno, il sostituto procuratore Roberta Panico ha definito il procedimento per il caso della 53enne – affetta da malattia psichica - e ha chiesto il rinvio a giudizio del figlio. L’accusa mossa al giovane è quella di "omicidio aggravato dal rapporto di parentela".

La triste vicenda

Francesca Mesiano aveva 53 anni e viveva con il figlio Vincenzo nelle case popolari in via Ghislandi a Breno. Il figlio, ex muratore da tempo disoccupato, qualche mese prima dell’omicidio era stato nominato amministratore di sostegno della madre da parte del tribunale.

Quel giorno, il 10 settembre 2020, il 25enne strozzò la madre e vegliò su di lei. Dopo circa quattro ore si rivolse ai carabinieri, ancora sotto shock e l’indomani, sollecitato da uno psichiatra di Esine, confessò quanto accaduto: "Eravamo in piedi in cucina, io le ho messo le mani al collo e lei è caduta sul divano. Non c’è un motivo particolare per quanto è successo", furono le sue dichiarazioni (ribadite anche successivamente).

Disoccupato e privo di amicizie, il giovane era seguito dai servizi sociali: per il perito Sergio Monchieri (incaricato dal gip), al momento dell’accaduto era incapace di intendere e di volere e il gesto sarebbe conseguenza di un raptus dovuto, così pare, alla sua condizione di schizofrenia. Invece, secondo i consulenti dell’accusa Giacomo Filippini e Mario Massimo Mantero, il vizio di mente sarebbe solo parziale. il 3 novembre è stata quindi fissata l’udienza preliminare, davanti al gip Giulia Costantino. 

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