Smog a livelli record, il blocco delle auto non risolve nulla: fa peggio la legna

Da giorni in Pianura Padana si respira aria altamente dannosa per la salute. L'unico rimedio messo in campo dalla politica è il blocco del traffico, come se servisse a qualcosa. Secondo lo studio di Life PrepAir, progetto nato 2 anni fa per cercare soluzioni all'inquinamento del bacino del Po, la prima fonte di Pm10 nella nostra pianura è il riscaldamento abitativo, pari al 55% del totale. Guardando alla sola Lombardia: camini, stufe a legna e a pellet pesano da soli per il 45%, mentre i diesel per il 14%. 
Certo, non si può fare il "blocco del riscaldamento" in inverno, ma intanto si potrebbero introdurre facili misure per ridurne l'impatto ambientale: dalle temperature ridotte negli edifici pubblici a l'obbligo di termostati che non superino i 20 nelle case private. Inoltre, dove è possibile il riscaldamento con caloriferi o con termoconvettori a basso consumo, quello a legna dovrebbe essere vietato. Negli ultimi anni si è promanata la moda degli stufe a pellet, e non in remote baite di montagna. L'unico motivo di questa diffusione è la convenienza economica, non certo perché in casa non sia possibile far funzionare il riscaldamento. Ma si tratta di una moda deleteria, con una "impronta di carbonio" non sostenibile (a proposito, è notizia di oggi che la Germania ha investito 40 miliardi di euro per chiudere tutte le sue centrali al carbone entro il 2038; il riscaldamento globale - e le catastrofi che comporta - inizia a fare davvero paurai). Si potrebbe persino vietarlo, il riscaldamento a biomasse fuori delle zone più impervie.
Non è in ballo una cosa da poco, si tratta della salute di tutti, soprattutto delle fasce più a rischio. L'Università di Brescia ha dimostrato come l'inquinamento atmosferico in città provochi danni alle cellule della mucosa orale dei bambini, nell’ordine di modifiche genetiche al DNA, ben tre volte superiori rispetto alla media mondiale. Poi, certo, sarebbe anche ora che iniziassimo a usare con più costanza i mezzi pubblici e, magari, smettere di fare le barricate quando si vuole ampliare il servizio ferroviario in pianura, con la costruzione della linea TAV. Certi ambientalisti-estremisti hanno le idee confuse.

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