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Trapianto riuscito al Civile: una nuova speranza per il piccolo Filippo

Operazione riuscita e trapianto a buon fine per il piccolo Filippo, il bimbo di 9 mesi che dallo scorso agosto combatte con la Linfoistiocitosi emofagocita primaria

Poche righe, una foto, migliaia di like: “Ecco fatto. Tra le 23.30 e le 23.40 è avvenuto il mio trapianto: dieci minuti in una siringa di liquido rosa”. Presto per dirlo, ma potrebbe essere davvero la fine di un incubo per Filippo e i suoi genitori: il piccolo, che oggi ha nove mesi, da meno di un anno (dall'agosto del 2019) combatte contro i sintomi terribili di una malattia ancora più terribile, la Linfoistiocitosi emofagocita primaria, nota come HLH, così rara che colpisce un bambino ogni 50mila.

L'attesa e la speranza dei genitori

Un paio di sere fa, al Civile di Brescia, si è concluso il trapianto di cellule staminali di midollo osseo: è l'unica speranza per la guarigione del piccolo Filippo Petronella, originario di Cremona e nato il 19 aprile dello scorso anno. “In tanti ci chiedono com'è andata – scrivono i genitori su Facebook, sulla pagina 'Un dono per Filippo' – ma le risposte per oggi non possono che essere queste: non si sa, e Filippo non sta né meglio né peggio di ieri”.

“Prima di poter dare risposte più esaurienti – scrivono ancora i genitori – passeranno mesi: prima dei fatidici 100 giorni è impossibile capire se il trapianto sia riuscito o meno. Anche solo per vedere qualche globulo bianco dovremo aspettare almeno due settimane. Possiamo dirvi che su base statistica la riuscita del trapianto ha una probabilità di circa il 90% su tutte le malattie così curate. E' pur vero che la mutazione genetica che interessa Filippo è molto rara: 4 o 5 casi in Italia, in 20 anni. Per questo è difficile fare pronostici: sappiamo solo che i nostri medici sono bravi”.

Trovato il donatore: è una ragazza tedesca

Non resta altro che aspettare, e sperare. Un'attesa lunga parecchi mesi, da quando in agosto al bimbo venne diagnosticata la malattia. Da allora i genitori si sono trasferiti da Cremona a Brescia, per stare vicino a Filippo: con loro anche la sorellina più grande (che ha già compiuto 6 anni). Su internet l'appello disperato di mamma e papà, in cerca di un donatore compatibile.

E alla fine il donatore è arrivato: si tratta di una giovane donna tedesca di 37 anni. Le sue cellule prelevate in Germania, poi “congelate” e trasferite in aereo fino in Italia, infine “scortate” dalla Protezione Civile dall'aeroporto di Linate fino all'ospedale cittadino. 

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