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Apre il museo "L'ultimo fascismo": si teme una nuova Predappio

Venerdì la conferenza stampa di presentazione

"Non sarà una nuova Predappio", aveva garantito già qualche mese fa Giuseppe Parlato, docente dell'Università degli Studi internazionali di Roma e presidente della Fondazione De Felice, tra i curatori del nuovo allestimento "L'ultimo fascismo 1943-1945. La Repubblica sociale italiana" che andrà ad occupare parte della sezione permanente del MuSa, il Museo di Salò. "Un percorso espositivo completamente rinnovato - fanno sapere dallo stesso MuSa: la conferenza stampa di presentazione sarà venerdì 30 giugno - che affronta i principali aspetti storici dei 600 giorni della Rsi".

Il nuovo allestimento

Il nuovo allestimento è stato fortemente voluto dal Comune di Salò e dalla Fondazione Opera pia e Carità laicale e Istituto Lodroniano: oltre che da Giuseppe Parlato, la mostra è curata anche dagli storici (e docenti universitari a Milano) Elena Pala e Roberto Chiarini, quest'ultimo anche presidente del Centro studi sulla Rsi. L'esposizione aprirà i battenti al pubblico dal 1° luglio al 30 settembre dal martedì alla domenica dalle 10 alle 20, dal 1° al 31 ottobre gli stessi giorni ma dalle 10 alle 18, dal 1° novembre al 7 gennaio il venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 18.

Non sarà una nuova Predappio, è stato garantito: per questo nella realizzazione dell'allestimento sono stati coinvolti anche l'Anpi e altre associazioni partigiane. Ma così si legge nell'abstract che annuncia la mostra: "Caduto il fascismo, la Repubblica sociale non muore del tutto. Continua a vivere nella memoria. Una memoria inesausta e maledetta: un incubo per gli antifascisti, una nostalgia per i neofascisti".

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