Coronavirus

Un lago di Garda a metà: da una parte il silenzio, dall'altra spritz e passeggiate

Gli effetti della zona rossa colpiscono la sponda bresciana, mentre in quella trentina e veronese la vita continua normalmente

A sinistra, il molo deserto di Desenzano domenica mattina. A destra, un aperitivo sul lungolago a Lazise sabato pomeriggio.

È un lago di Garda diviso in due, quello nato dal Dpcm del 3 novembre: da una parte la sponda bresciana nella zona rossa – deserta, con i turisti in fuga - dall'altra quella veronese e trentina, finite nella zona gialla, dove la vita continua più o meno normalmente.

Bastano davvero pochi chilometri e si passa da uno scenario semi-apocalittico – con strade deserte, bar e negozi chiusi e un silenzio irreale – a un gioioso scenario di vita quotidiana, con centinaia di persone all'aperto a godersi queste splendide giornate d'autunno che, anche al Nord, registrano temperature con massime che sfiorano i 20°C; sulla Gardesana Orientale è tutto un brulicare di ciclisti e centauri, 'emigrati' dalla meta preferita, più spettacolare e selvaggia, del tratto Toscolano-Limone (e dell'ineguagliabile forra di Tremosine, tra le strade più belle del mondo).

La scure del lockdown si è abbattuta sulla nostra provincia, a causa dei contagi fuori controllo che hanno fatto scattare al zona rossa su tutto il territorio regionale. Sabato, con 710 positivi in 24 ore, Brescia ha registrato il suo (triste) record di sempre. Certo, a preoccupare sono soprattutto Milano, Monza e Varese, ma nell'arco di una settimana le Terapie Intensive lombarde saranno prossime al collasso, se le attuali misure restrittive non otterrano l'effetto desiderato.

Le ripercussioni economiche della serrata sono pesantissime, per una terra che vive di turismo come il Lago di Garda. Basti pensare che tra Desenzano e Sirmione sono rimasti aperti solo 8 alberghi. Con la beffa aggiuntiva, se di beffa si può parlare, che guardando la sponda opposta si possono immaginare le risate ai tavolini davanti a uno spritz o un bicchiere di Custoza. Da noi invece regna un mesto silenzio, interrotto solamente dai salti in acqua di qualche cane, uscito insieme al padrone a passeggiare.
 

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