Martedì, 21 Settembre 2021
Coronavirus

Brescia "zona rossa" è un caso nazionale: incontro Fontana-Speranza per decidere

La zona rossa incombe sulla provincia di Brescia: tanti, troppi i contagi giornalieri, ospedali verso la saturazione e primi pazienti trasferiti

Potrebbero essere queste le ore decisive per conoscere il destino della provincia di Brescia, ormai considerata un “caso nazionale” per la situazione dei contagi negli ultimi giorni e che rischia concretamente un passo indietro, da zona gialla ad arancione o addirittura rossa: sono quasi 4mila i casi accertati in una settimana con una media di 561 contagi al giorno, mai così tanti da novembre, e un'incidenza di 310 casi ogni 100mila abitanti in sette giorni, quinta provincia in Italia dopo Bolzano, Pescara, Bologna e Trento (che sono già tutte in zona rossa o arancione).

L'incontro tra ministero e regione

E' in queste ore che il presidente della Lombardia Attilio Fontana dovrebbe incontrare il ministro della Salute Roberto Speranza: ministero e regione discuteranno della probabile stretta, ipotesi che sarebbe stata segnalata anche dal Comitato tecnico-scientifico. Di possibili chiusure ha parlato anche il sindaco di Brescia Emilio Del Bono, che lunedì ha convocato una conferenza stampa: aspettando ulteriori restrizioni, ha spiegato, si valutano interventi comunali per limitare gli assembramenti, con chiusura di piazze o parchi e divieto di vendere alcolici.

I tre scenari possibili

In tal senso si segnala anche la riunione del Comitato di pubblica sicurezza: la Prefettura ha già annunciato tolleranza zero per i prossimi fine settimana, e in tutto il territorio provinciale, “adottando – si legge in una nota – una linea più orientata alla dissuasione, e quindi più incisiva”. Ma quali sono gli scenari che ci aspettano? In attesa della decisione, queste le ipotesi al vaglio di Cts, ministero e regione: l'intera provincia in zona rossa; l'intera provincia in zona arancione “rinforzata” ma con zone rosse locali; la provincia che rimane in zona gialla ma con zone rosse locali (ma sarebbe più complicato da gestire).

La situazione negli ospedali

Insomma, si vedrà. Ma il tempo passa, e la situazione non migliora. Come scrive il Giornale di Brescia, in sole 24 ore il saldo dei ricoveri bresciani è cresciuto di 77 unità, come nessun altra provincia in Lombardia: in tutto il territorio provinciale sarebbero più di 800 i pazienti Covid in ospedale, con alcune strutture al limite della saturazione e già da qualche giorno i primi trasferimenti nei presidi di altre province (ad esempio a Milano).

Circostanza confermata anche da Massimo Biagetti, lavoratore del pronto soccorso del Civile, intervenuto ai microfoni di Radio Onda d'Urto: “Pazienti Covid stazionano anche fino a 48 ore in pronto soccorso perché i posti letto scarseggiano – ha spiegato – Negli ultimi giorni, soprattutto nel fine settimana appena trascorso, c'è stato un rapido incremento degli accessi. Si stanno trasferendo malati in altre strutture ospedaliere”. Si starebbe inoltre preparando l'allestimento di nuovi posti letto in terapia intensiva, in previsione di un aumento dei pazienti. La zona rossa incombe. 

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