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Contagi e ospedali, i numeri di Brescia fanno paura: si corre verso la zona rossa

La curva comincia a rallentare, ma sarà ancora lunga: ancora 1.228 positivi in provincia di Brescia. In Lombardia 4.397 casi e 33 morti

Passano i giorni, ma non calano i contagi: a 10 giorni dal via si attendono ancora i primi e più importanti effetti delle restrizioni da zona arancione rafforzata che per prima è stata applicata alla provincia di Brescia. Ma che potrebbe non bastare. Il picco è infatti atteso tra pochi giorni, forse una settimana: nel frattempo la curva ha sì cominciato a rallentare ma allo stesso tempo si è fatta incalzante, con una media di oltre un migliaio di contagi al giorno, da 48 ore stabile oltre i 1.200. Di fatto sono quasi triplicati in meno di un mese.

Più che raddoppiati i ricoveri

Sotto stress le strutture sanitarie: ad oggi – dati aggiornati al 7 marzo – ci sono tra le 1.100 e le 1.200 persone ricoverate negli ospedali bresciani, un quinto di tutta la Lombardia, di cui circa un centinaio in gravi condizioni in terapia intensiva (i reparti di rianimazione, tra l'altro, sono ormai prossimi alla saturazione). Gli ospedali al 7 marzo accolgono circa il doppio dei pazienti di gennaio, quando erano poco meno di 600. Un territorio da zona rossa.

Una media di oltre mille casi al giorno

Sono 1.228 i nuovi positivi bresciani nelle ultime 24 ore, più di Milano: 7.340 negli ultimi sette giorni, con una media di 1.048 nuovi casi al giorno, in crescita del 2,9% sui sette giorni (sabato era il 3,7%, venerdì il 3%, giovedì il 2,3%, mercoledì il 6,9%: la curva cresce, ma è stabile) e del 6,7% sui sette gironi precedenti. E' la seconda provincia per incidenza in tutta Italia: 580 casi ogni 100mila abitanti in sette giorni, dietro solo a Bologna (589).

Verso la zona rossa?

Il nuovo Dpcm, in vigore fino ad aprile, prevede zone rosse a partire da un'incidenza di 250 casi ogni 100mila abitanti in sette giorni e, come detto, Brescia 'viaggia' a più del doppio; i famosi automatismi per il passaggio di fascia, al momento non sono ancora scattati. Nessuna notizia arriva da Governo o Regione, se non frasi di circostanza: “Abbiamo cercato di mitigare la corsa del virus – ha detto la vicepresidente della Lombardia, Letizia Moratti, intervistata da Mezz'ora in Più – e la diffusione sta diminuendo. Abbiamo favorito una vaccinazione reattiva che privilegia le zone più critiche. Gli interventi rapidi nei territori più a rischio ci hanno permesso di non entrare in zona rossa”. Ma intanto Brescia soffre. E il tempo passa.

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