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Zona gialla o arancione a Natale? Così cambiano le regole da rispettare

La Lombardia attende di cambiare colore. La verità si saprà l'11 dicembre o, male che vada, due giorni dopo

Luminarie in centro a Brescia (fonte Instagram)

Il Dpcm del 3 dicembre e l'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza hanno già cambiato il colore a 8 regioni. Non alla Lombardia, che è rimasta in zona arancione. Per la nostra regione il momento della verità sarà probabilmente l'11 dicembre, almeno stando a quanto annunciato dal governatore Fontana, secondo cui per quella data l'entrata in zona gialla sarà previsto automaticamente, in base all'attuale andamento dei numeri del Covid-19.

Nuovo Dpcm, zona gialla e arancione: come cambiano le regole a Natale 2020

È utile quindi riepilogare cosa cambia e cosa si può fare e non si può fare durante le festività, ricordando che il nuovo Dpcm, collegato al decreto legge 2 dicembre n. 158, consente comunque alcune deroghe ai divieti di spostamento in vigore, in attesa delle Faq di Palazzo Chigi e del Viminale che forniranno una nuova linea interpretativa alle regole in vigore. Prima di tutto bisogna ricordare che, come recita l'articolo 1 del nuovo Dpcm, le regole fondamentali non cambiano:

  • rimane l'obbligo di portare con sé e indossare i dispositivi di protezione individuale (le mascherine) e di "indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all'aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande";
  • esclusi da questo obbligo sono i bambini di età inferiore ai sei anni, i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva e i soggetti con patologie incompatibili con l'uso;
  • l'uso delle mascherine è "fortemente raccomandato" in casa quando si ospitano persone non conviventi.

È poi necessario mantenere la distanza interpersonale di un metro e si raccomanda di lavarsi le mani più spesso possibile. Per quanto riguarda gli spostamenti:

  • dalle ore 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo, nonché dalle ore 22.00 del 31 dicembre 2020 alle ore 7.00 del 1° gennaio 2021 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute;
  • dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 è vietato, nell’ambito del territorio nazionale, ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, e nelle giornate del 25 e del 26 dicembre 2020 e del 1° gennaio 2021 è vietato altresì ogni spostamento tra comuni, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute;
  • è comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra Regione o Provincia autonoma e, nelle giornate del 25 e 26 dicembre 2020 e del 1°gennaio 2021, anche ubicate in altro Comune. 

Con le Faq del governo è probabile comunque che vengano chiariti una serie di dubbi proprio sugli spostamenti - verrà ad esempio ribadito che sarà possibile raggiungere anche il giorno di Natale un anziano solo o non autosufficiente e sarà possibile il ricongiungimento delle coppie che vivono distanti - ma la linea di palazzo Chigi non cambierà. Nelle seconde casa sarà sempre consentito andare per motivi di necessità e urgenza (per esempio a causa di lavori indifferibili). La sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa ha spiegato che sarà consentito spostarsi in un’altra regione per raggiungere un genitore anziano se la regione è gialla: "Dal 20 ci sarà il divieto, magari un genitore solo che ha bisogno della presenza del figlio si può raggiungere, con una autodichiarazione che indichi le ragioni di necessità". 

Aggiornamento: La circolare di Natale che autorizza le visite ai nonni e agli amici "non autosufficienti" e i viaggi prima del 21 dicembre

Cosa si può fare e non fare a dicembre in zona gialla, arancione o rossa

In base alle regole indicate dai provvedimenti sarà possibile spostarsi per raggiungere altri luoghi prima del 20 dicembre e rientrare in casa in qualunque momento (nella propria abitazione). Questa è una delle scappatoie per aggirare le regole che fornisce il decreto legge e certifica il Dpcm. Per quanto riguarda i ricongiungimenti familiari di mariti e mogli, conviventi, fidanzati e congiunti, come abbiamo già ricordato, è importante segnalare che il ricongiungimento è permesso nella residenza, nel domicilio o nella propria abitazione, come ha spiegato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante l'ultima conferenza stampa a Palazzo Chigi. Non è finora espressamente vietato uscire dal proprio comune il 24 dicembre e tornarvi il 25 o il 26, rispettando il coprifuoco. Per quanto riguarda le visite ai parenti e i cenoni:

  • si può fare visita ai nonni (finora si è specificato "agli anziani soli") e non è espressamente vietato portare la propria famiglia; 
  • non è espressamente vietato invitare quante persone si vuole a tavola per cenoni e veglioni, ma è fortemente raccomandato trascorrere le feste con la propria famiglia; 
  • durante il coprifuoco bisognerà giustificare eventuali uscite con l'autocertificazione; 
  • gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni sono sempre consentiti.

E i ricongiungimenti familiari dall'estero? Il Corriere della Sera specifica che "possono entrare in Italia per raggiungere il domicilio, l’abitazione o la residenza di una persona anche non convivente «con la quale vi è una comprovata e stabile relazione affettiva i cittadini di Stati membri della Ue, dei Paesi Schengen, di Regno Unito, Irlanda del Nord, Principato di Monaco, San Marino e Vaticano e di Stati terzi soggiornanti di lungo periodo»". La Stampa aggiunge che domenica 13 dicembre (e non l'11, come sostiene Fontana) diventeranno zona gialla Basilicata, Lombardia, Piemonte e Calabria. Mentre l’unica regione rossa, l’Abruzzo, dovrà aspettare la domenica prima di Natale, quella del 20, per riaprire i negozi.

Nelle zone gialle: 

  • fino al 20 e dal 7 al 15 gennaio si può andare fuori regione, escluse quelle rosse ed arancioni, che potranno però essere attraversate per raggiungere altre regioni gialle;
  • i negozi sono aperti ma nel week end sono chiusi i centri commerciali; si può andare al ristorante fino alle 18;
  • si possono andare a trovare i parenti; 

Nelle zone arancioni:

  • si può uscire ma senza varcare i confini del proprio comune se non per i comprovati motivi di lavoro, salute, necessità;
  • i negozi sono aperti; va autocertificata l'uscita dal comune per spese di prima necessità o per convenienza; 
  • si possono andare a trovare i parenti. 

E i controlli? L'agenzia Ansa spiega che Il piano per Natale prevede controlli intensi anche se, viene ribadito, non ci sarà la stessa rigidità applicata durante il lockdown perché in quel caso c'erano divieti molto più stringenti. L'attenzione in particolare si concentrerà sul rispetto del coprifuoco, sui divieti di spostamento, con verifiche a campione e poi più serrate nei giorni di festa e nei weekend, e sul monitoraggio, anche con i droni, di strade e piazze dello shopping per evitare gli assembramenti. Ma c'è anche chi si organizza per aggirarli: il Messaggero scrive che le richieste di prenotazioni per soggiorni nelle case vacanza o nel bed & breakfast sono in continua crescita, aggiungendo che se negli hotel il Dpcm ha certificato il no a cenoni e veglioni rendendo possibile la cena soltanto in camera, in questo tipo di attività c'è una sostanziale deregulation. Il che pare se non altro difficile da sostenere, visto che le regole di solito per applicazione e similitudine. Sempre Il Messaggero sostiene che sulle bacheche dei siti di annunci di siti specializzati (Booking, Airbnb, Subito.it, PortaPortese) ci siano offerte per pacchetti di Natale e Capodanno e in effetti è vero che vengono offerti soggiorni in dimore storiche, ville o appartamenti indipendenti con possibilità di cancellazione della prenotazione entro il 31 dicembre e rimborso del 50% della cifra stanziata. 

Comunque sia, non pare questo il momento di pensare a divertirsi. Anche nel giorno dell'Immacolata si sono registrati altri 634 morti. Ricordiamo che siamo messi così, ovvero molto male, senza nemmeno l'influenza stagionale: a gennaio/febbraio potrebbe veramente essere una strage e – se feste di Natale e Capodanno diffonderanno ancor più il contagio – la terza ondata sarà inevitabile, come sostiene anche il professor Crisanti. Dipende tutto dal senso di responsabilità dei cittadini, altrimenti aspettiamoci nuovi lockdown.

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