Coronavirus

"Lombardia zona arancione? Una scelta politica, si rischia di andare a sbattere"

L'intervento di Massimo Galli, infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano

Piazza Loggia con gli addobbi di Natale (fonte Instagram)

Da oggi la Lombardia è in zona arancione, un cambiamento che dà ai cittadini e ai commercianti qualche libertà in più (qui la guida completa).

La decisione del governo è stata salutata con plauso dal presidente Fontana che, da oltre una settimana, martellava ogni giorno per chiedere il cambio di zona. Ma non tutti sono così entusiasti: sul caso è intervenuto anche Massimo Galli, infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano e docente all'Università Statale del capoluogo lombardo. Secondo Galli, ospite a Otto e Mezzo su La7 nella serata di sabato 28 novembre, si è trattato di una scelta politica.

"Non ho voglia di parlare di scale cromatiche, sono scelte di tipo politico a questo punto", ha detto durante il programma di Lilli Gruber. "Quelli che dovevano parlare come esperti hanno parlato a suo tempo, non mi risulta che siano stati interpellati. La mia opinione è chiara: io ritengo che se non si manterranno tutta una serie di precauzioni andremo di nuovo a sbattere", ha sottolineato. 

"La seconda ondata è già costata 15mila morti, sono stanco di consolare parenti – ha aggiunto –. In ospedale ho incontrato un serie di colleghi e il parere è unanime: siamo felici che il Pronto soccorso non sia più come prima, ma non è quello di prima solo da pochi giorni". 

"A fronte di una discesa importante dei ricoveri – ha poi concluso –, si consiglierebbe di fare tutto il possibile per mantenere questo trend. Ci saranno dei problemi se non saremo capaci di mantenerlo".

Fonte: Milanotoday.it
 

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