Polmoniti 'sospette', ricoverati due Vigili del Fuoco bresciani: 54 pompieri in quarantena

Il primo tampone eseguito sui due pompieri ha dato esito negativo: in attesa dei risultati del secondo test due turni (dei quattro totali) del comando di Brescia restano in quarantena.

Turni raddoppiati per i Vigili del Fuoco del comando provinciale di Brescia: due pompieri, appartenenti a due squadre diverse, sono stati infatti ricoverati per polmoniti 'sospette'. In attesa degli esiti definitivi dei test, i colleghi dei rispettivi turni (54 in tutto) sono stati messi in quarantena preventiva. Ciò significa che al comando di via Scuole lavorano solo due delle 4 squadre totali e i turni sono stati necessariamente rimodulati.  I pompieri in servizio lavorano 24 ore consecutive, con sole 24 ore successive di riposo.

Sulla questione sono intervenuti anche i sindacati di categoria: "A seguito di pressioni ed insistenze delle organizzazioni sindacali, della collaborazione della comandante provinciale e della disponibilità dei sanitari, seppur non seguendo tutti i protocolli che avrebbero voluto lunghe attese e gravi peggioramenti prima di poter ottenere gli accertamenti opportuni, i due colleghi hanno ricevuto il tampone - fanno sapere i sindacati -. In questa circostanza i sanitari hanno riscontrato per entrambi febbre alta e una polmonite bilaterale, nonostante i primi tamponi siano negativi, attualmente le condizioni sono in leggero miglioramento."

Una buona notizia è arrivata nelle scorse ore: il test sierologico sarà effettuato anche ai pompieri lombardi. I sindacati si augurano che "l'attuazione di questa intesa sia rapida e permetta al Personale di lavorare più serenamente. I pompieri di Brescia, pur continuando a lavorare con passione ed attenzione, manifestano un certo nervosismo."

Le organizzazioni sindacali denunciano infatti poca chiarezza e "un grave ritardo nell'impiego di accertamenti sanitari da parte di Regione Lombardia. La comandante ha sostenuto la messa in atto di buone procedure di sanificazione nelle sedi (anche con il pronto acquisto di macchine ad ozono) e avallato scrupolose procedure operative di intervento in situazioni a rischio Covid, nonostante questo, dobbiamo lamentare una mancanza di previsione e pianificazione rispetto ai possibili casi di contagi e relativa quarantena preventiva. Il personale è stato informato con ritardo e poca chiarezza sulla quarantena. Il Comando ha messo in quarantena molto personale ma non ha verificato il rispetto di norme comportamentali all'interno delle sedi che sono rimaste solo vaghe indicazioni verbali. Alcune di queste indicazioni erano state raccolte ed accettate del Comando nella videoconferenza con i sindacati del 9 aprile scorso, ma i funzionari incaricati - scrivono i sindacati - non le hanno poi attuate".

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