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Brescia senza pace: al Civile isolata la variante nigeriana del coronavirus

Potrebbe essere più contagiosa e forse più resistente ai vaccini, ma non ci sono evidenze scientifiche in merito: la scoperta del dottor Arnaldo Caruso

Come già per la variante inglese, potrebbe essere molto più contagiosa del Sars-Cov2 originario: ma a differenza di quest'ultima, potrebbe sviluppare una qualche resistenza ai nuovi vaccini anti-Covid. Sono queste alcune delle preoccupazioni espresse da Arnaldo Caruso, direttore del laboratorio di Microbiologia e virologia del Civile che martedì ha annunciato di aver isolato, per la prima volta, la variante nigeriana del Covid-19.

Isolato il virus della variante nigeriana

Non che la detta variante non fosse già stata intercettata e individuata, anche in Italia. Ma a Brescia per la prima volta, spiega proprio Caruso, “abbiamo isolato il virus portatore di queste mutazioni”. Tali mutazioni coinvolgerebbero in particolare gli “allacci” della proteina Spike, ovvero il vettore utilizzato dal virus per infettare le cellule umane ma, allo stesso tempo, quello utilizzato nei vaccini a mRna per trasportare le informazioni utili all'organismo, per creare gli anticorpi.

Presto per dirlo, ovviamente: serviranno studi approfonditi. Giusto è che la scienza segua il principio di massima precauzione, ma senza allarmismi. La variante inglese, seppur più contagiosa (e dunque in termini assoluti più letale) non regge l'onda d'urto dei vaccini. Sarebbe più resistente la variante sudafricana, ma sono già in distribuzione vaccini per così dire “aggiornati”.

La variante inglese in Lombardia

Ci sarebbero comunque proprio le varianti – oltre agli inevitabili effetti delle riaperture da zona gialla – all'origine della recrudescenza di marzo del virus, che esattamente come un anno fa rischia di raggiungere il picco proprio questo mese. Come riferito dall'assessore regionale al Welfare, Letizia Moratti, la variante inglese sarebbe ormai predominante anche in Lombardia, nel 64% dei casi. 

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