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Giulio Gallera

Giulio Gallera

Vaccini anti- Covid, Gallera: "Non faccio tornare i medici dalle ferie". Bufera sull'assessore

L'assessore accusato duramente dall'opposizione e scaricato pure dalla Lega per le dichiarazioni rilasciate sulla campagna di vaccinazione anti-Covid.

Ennesima bufera sull'assessore al Welfare della Lombardia Giulo Gallera. Dopo la scivolone sulla spiegazione dell'indice Rt e il post su Instagram dove aveva (furbescamente) reso pubblica la sua personale violazione delle norme anti - contagio - era uscito da Milano per fare attività fisica in compagnia- a far discutere sono le recenti dichiarazioni sull'avvio a rilento e in riardo della campagna vaccinale anti-Covid. Stando ai dati del weekend, la nostra regione è infatti tra quelle che finora hanno somministrato la minor percentuale (il 3%) di vaccini rispetto alla disponibilità. Peggio solo la Sardegna (2,3 %) e il Molise (1,3%).

Come è noto, la "vera" campagna di vaccinazioni in Lombardia è partita oggi, lunedì 4 gennaio, e Gallera nei giorni scorsi  aveva affermato che il piano regionale non avrebbe potuto essere anticipato perché molti medici sono in ferie.

"Non faccio rientrare i medici per un vaccino nei giorni di festa"

"Trovo agghiacciante la classifica di chi finora ha vaccinato più persone, i conti facciamoli tra quindici o venti giorni", aveva affermato Gallera: "Abbiamo medici e infermieri che hanno cinquanta giorni di ferie arretrate. Non li faccio rientrare in servizio per un vaccino nei giorni di festa. Ma staremo nei tempi previsti". Parole che si sono rivelate un boomerang, tanto che addirittura la Lega ha fatto filtrare che queste dichiarazioni "non rappresentano il pensiero del governo della Lombardia". 

Il primo ad attaccare è stato Gianluigi Spata, presidente della Fromceo, la federazione regionale degli ordini dei medici e degli odontoiatri della Lombardia. "Io temo che al di là delle ferie manchi il personale", ha sottolineato all'agenzia Adnkronos. "Bisogna assolutamente reclutare medici e infermieri per poter partire in maniera decisa con questa campagna, che non può permettersi ritardi", ha rimarcato il medico.

Quindi è stata la volta del Partito democratico, che da mesi chiede il commissariamento della sanità lombarda. “Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione della inettitudine di Gallera, un assessore alla sanità che continua a considerare la pandemia un evento che si può gestire come se fosse ordinaria amministrazione e che per questo da un anno danneggia i lombardi e la loro salute", il durissimo j'accuse di Franco Mirabelli, vicepresidente dei dem al Senato. 

"Il fatto che la Lega finalmente se ne sia accorta non esenta il partito di Salvini dalla responsabilità di aver condiviso tutte le scelte e le responsabilità dell’assessore - ha evidenziato il democratico -. Il fallimento della sanità lombarda di fronte alla pandemia è il fallimento di tutto il governo regionale a cominciare dal Presidente Fontana”.

Anche Il Carroccio si dissocia 

La vera novità delle ultime ore è che anche gli amici sembrano aver scaricato Gallera. Il Carroccio ha infatti subito fatto sapere che "le dichiarazioni dell’assessore non rappresentano il pensiero del governo della Lombardia", pur sottolineando che "non possono comunque essere strumentalizzate dal governo per accusarci di ritardi nella campagna vaccinale". Ancora più chiaro, se ce ne fosse stato bisogno, il commento di Roberto Anelli, capogruppo leghista in regione: "Non sta né in cielo né in terra la scusante dei medici in ferie. Non possiamo ritardare le vaccinazioni con una giustificazione simile". “

È la prima volta infatti che la Lega ha esplicitamente preso le distanze dall'assessore al welfare. Gli altri tentativi di sfiduciare Gallera da parte delle opposizioni si erano infatti arenati di fronte alla compattezza formale della maggioranza in consiglio regionale. 

Il nodo è soprattutto romano: il governo Conte potrebbe penalizzare la Lombardia "piazzandola" in zona arancione dal 7 gennaio (se non deciderà di prolungare le giornate arancioni e rosse come ora) anche in ragione di questo ritardo. I dati lombardi sono comunque in "bilico" perché l'indice Rt è pericolosamente intorno a 1. 

Basteranno 10mila dosi al giorno?

Da oggi si prevedono in Lombardia circa 10mila vaccinazioni al giorno. Appare evidente, però, che il ritmo andrà aumentato. Le 10mila dosi al giorno prospettate da Gallera per la "fase iniziale" si tradurrebbero in un anno - considerando tutti i 365 giorni - in 3 milioni e 650mila dosi somministrate. In due anni di vaccinazioni sarebbero 7 milioni e 300mila. La Lombardia ha una popolazione di oltre 10 milioni di abitanti: sembra chiaro, quindi, che le 10mila dosi al giorno potrebbero non bastare. 

Fonte: Milanotoday.it

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