Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Coronavirus

Vaccini Covid e rischio miocarditi nei ragazzi: come stanno davvero le cose

Anche in Lombardia gli effetti benefici della vaccinazione di massa. Rischio miocarditi, in alcuni Stati una sola dose ai ragazzi: ma il Covid è 16 volte peggio

Coronavirus, un anno dopo: aspettando eventuali ricadute, nei primi giorni d'autunno appare già evidente l'effetto della vaccinazione di massa. Basta dare uno sguardo ai dati lombardi, una delle regioni più vaccinate d'Italia: lo stesso giorno di un anno fa, il 13 ottobre, il bollettino si chiudeva con 1.080 positivi a fronte di 17.186 tamponi processati (percentuale di positivi pari al 6,2%), e sul fronte ospedaliero con un centinaio di ricoverati in più in un solo giorno (608 i pazienti Covid in ospedale).

Erano le avvisaglie ormai inesorabili della seconda ondata, con l'emergenza che porterà all'istituzione delle zone rosse (dai primi di novembre) e nonostante ciò, in tutta Italia, a decine di migliaia di morti nel corso dei mesi successivi. E invece oggi che succede? Il bollettino regionale del 12 ottobre 2021 registra 306 positivi a fronte di 61.739 tamponi processati (i positivi sono lo 0,4%), con 9 soli ingressi in ospedale per un totale di 389 pazienti ricoverati per coronavirus. Senza dimenticare che stiamo "combattendo" la variante delta, centinaia di volte più contagiosa della variante "bresciana" e decine di volte più contagiosa della variante "inglese" (alfa).

La questione miocardite

Non v'è dubbio alcuno sull'efficacia del siero, di qualsiasi tipo, adenovirus (come Astrazeneca) o mRna (come Pfizer-Biontech): ma è su quest'ultima tipologia, appunto con tecnologia a mRna, che in alcuni Paesi si è deciso di ridurre la somministrazione tra i ragazzi e i giovani adulti, per un presunto rischio di miocardite (non fatale) emerso a latere della somministrazione di massa di questi ultimi mesi. Lo scrive il Corriere della Sera, che riferisce di come “alcuni Paesi, come Finlandia e Svezia, hanno sospeso il vaccino di Moderna sotto i 30 anni, la Danimarca sotto i 18, altri tra cui Gran Bretagna, Hong Kong e Norvegia hanno raccomandato una singola dose di Pfizer per i ragazzi, con l'intento di fornire una protezione parziale dal virus, ma evitare i potenziali problemi di miocarditi temporanee osservati occasionalmente dopo due dosi di vaccini a mRna, soprattutto in giovani maschi”.

Cosa si rischia davvero

Nessun allarme sociale, tutt'altro: ma è il semplice principio di precauzione, scrive ancora il Corriere, soprattutto in quegli Stati “dove il Covid è quasi scomparso, e quindi la decisione è stata presa perché si è stimato che il rischio di miocardite, per quanto raro, superasse il beneficio della vaccinazione completa degli adolescenti”. Ma cosa c'è di vero nel “rischio” di miocardite? L'articolo a firma di Silvia Turin riporta alcuni studi recenti, come quello pubblicato dal New England Journal of Medicine in cui si legge che, in Israele, 11 ragazzi (su 100mila, lo 0,1%: ma la percentuale si abbassa ampliando lo spettro del test) di età compresa tra i 16 e i 29 anni avrebbero avuto una leggera miocardite a pochi giorni dalla vaccinazione. 

Un altro studio, stavolta americano e pubblicato dalla Jama Internal Medicine, ha invece rilevato negli Stati Uniti 5,8 casi di miocardite per milione tra ragazzi (età media 25 anni) che avevano ricevuto entrambe le dosi di vaccino, e invece 0,8 casi per milione tra gli stessi che hanno ricevuto una sola dose (in linea con il dato storico).

Il rischio peggiore: il Covid

Ma qual è invece il rischio di contrarre l'infezione tra i più giovani? Quelli che si ammalano gravemente sono pochi, ma sui grandi numeri sono comunque tanti. In un anno negli Stati Uniti, scrive ancora il Corsera, “più di 63mila bambini sono stati ricoverati in ospedale con Covid, almeno 520 sono morti e a più di 4mila è stata diagnosticata la sindrome infiammatoria multisistemica” (che per la cronaca potrebbe portare a danni permanenti). E ancora: l'infezione da Covid comporta un rischio di contrarre miocarditi ben 16 volte in più rispetto alla norma.

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