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"Brescia è stata travolta dalla terza ondata": quando è previsto il picco

Brescia nella terza ondata? Il picco è atteso probabilmente entro la metà di marzo. Massima allerta su ricoveri e terapie intensive

Non ha usato mezze parole il responsabile della campagna vaccinazione anti-Covid della Lombardia, Guido Bertolaso, intervenuto in Consiglio regionale: “A Brescia esiste una terza ondata. Dobbiamo intervenire immediatamente”. Da qui la decisione di attivare una zona arancione rinforzata, con chiusura delle scuole di ogni ordine e grado (a questo link tutti i dettagli della nuova zona, cosa si può fare e cosa no).

Variante inglese e terapie intensive

Bertolaso ha inoltre rimarcato l'allerta per le terapie intensive bresciane: “Sono già sotto stress e Areu sta già trasferendo pazienti nelle aree limitrofe – ha detto – e per questo è stato elevato il livello di attenzione da 3 a 4. Allo stato attuale la situazione è sotto controllo in tutto il territorio regionale, tranne in provincia di Brescia: il problema principale è legato alla circolazione della variante inglese che ha fatto aumentare i ricoveri in ospedale e soprattutto nei reparti di rianimazione”.

Zona arancione e vaccini

La nuova zona arancione resterà in vigore almeno fino al 2 marzo prossimo, ma non si esclude una probabile proroga. Anche perché è la stessa Regione a riferire che il picco di questa terza ondata bresciana dovrebbe essere atteso solo tra un paio di settimane. L'obiettivo, riferiscono dal Pirellone, è mitigare la diffusione del virus con due interventi: diminuire i contatti sociali nelle zone più colpite, con la zona arancione rinforzata; mitigare la diffusione con una “azione centripeta”, vaccinando prioritariamente i Comuni limitrofi alle zone più colpite.

Nella mappa dell'incidenza del coronavirus in Lombardia sono quasi tutti bresciani i Comuni con più di 250 casi ogni 100mila abitanti in sette giorni: ad oggi non esistono (o ce ne sono pochissime) aree della nostra provincia non considerate a rischio (dalla Valtrompia al Garda alla Franciacorta alla Bassa, e la città).

Il picco entro la metà di marzo

E infatti, inevitabile, c'è anche il territorio bresciano tra le 25 province a rischio secondo il modello previsionale implementato dal matematico Alberto Gerli. La stima è che il picco nostrano possa essere raggiunto entro due o tre settimane, quindi forse entro la metà di marzo: entro fine mese, intanto, i contagi giornalieri potrebbero superare quota 800. Ad oggi, dati aggiornati al 23 febbraio, nel Bresciano si conta una media di 590 contagi al giorno, in crescita del 5% sui sette giorni precedenti. 

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