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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Coronavirus

Calano i contagi nel Bresciano, ma perché è così alto il numero dei morti?

La curva è in calo, ma gli ospedali sono ancora al limite della saturazione: al Civile terapie intensive occupate al 100%

E' il punto di riferimento della sanità bresciana, considerato uno dei migliori ospedali d'Italia: inevitabilmente, una cartina tornasole anche dalla situazione pandemica. Ed è proprio dal Civile che arrivano notizie confortanti. L'appiattimento della curva, che prosegue ormai da più di due settimane, potrebbe portare a breve a un progressivo svuotamento dei reparti Covid in ospedale. Sta succedendo, forse, anche in Lombardia: sono ancora 8.023 i pazienti Covid in tutta la regione, ma nelle ultime 24 ore si sono registrate più dimissioni che nuovi ingressi (sempre al netto dei decessi, ricordiamo: altri 100 morti, 20 erano bresciani). Non succedeva da settimane: ma è un trend da verificare almeno su una scala di sette giorni.

La situazione al Civile: terapie intensive piene

Intanto, all'Asst Spedali Civili di Brescia (che gestisce anche i presidi di Gardone Valtrompia e Montichiari) si contano 477 pazienti ricoverati per coronavirus, di cui 45 in terapia intensiva: dai grafici allegati, è possibile notare come il tasso di saturazione sia ancora del 100%, nessun posto letto libero. Quindi se i ricoverati totali sono in lieve calo (erano 500 pochi giorni fa) non è lo stesso per le terapie intensive.

ricoveri covid civile 25 marzo-2

terapie intensive civile 25 marzo-2

Negli ultimi sette giorni solo il 20 marzo, al Civile, il tasso di saturazione è sceso sotto il 90%: era sopra tale soglia il 21, il 22 e il 24, e ha raggiunto il 100% il 18, il 19, il 23 e appunto il 25. In tal senso segnaliamo l'intervento del dottor Luciano Corda, da più di 30 anni in servizio al Civile, che nell'ultimo incontro organizzato dal collettivo ConnettereSalute ha ribadito di come “in questo ultimo anno si sia imparato poco, in particolare per l'inadeguatezza dei posti letto in terapia intensiva”.

Contagi in calo, ma perché si continua a morire?

In tutta la regione sono 845 i pazienti Covid in gravi condizioni nei reparti di rianimazione, pari a oltre il 10 e mezzo per cento del totale. Non è una legge matematica, ma poco ci manca: ogni 100 positivi, 10 finiscono in ospedale; e di questi dieci, uno finisce in terapia intensiva. In tali reparti la mortalità è altissima, per ovvi motivi: si avvicina al 40%, quasi uno su due. Questo spiegherebbe, in parte, il perché ad oggi si continua a morire anche se i contagi calano: il problema non è il numero di positivi in sé, ma l'elevatissimo tasso di ospedalizzazione di questa malattia. 

saturazione ti civile 25 marzo-2

Ma sempre dal Civile, altri buoni segnali. Per quanto riguarda gli accessi al pronto soccorso, dove la pressione si mantiene ancora “abbastanza alta”, è stato rilevato (negli ultimi giorni) un calo degli accessi Covid e una lenta risalita degli accessi non Covid. Il 24 marzo, su 92 accessi, 20 erano quelli Covid e 72 quelli non Covid.

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