Coronavirus, si inizia con i tamponi: saranno "drive-in", allestito il primo check-point

Al via tra mercoledì e giovedì sia i tamponi “drive-in”, direttamente in auto, che i prelievi sierologici anche in provincia di Brescia: ecco come funzionano

Coronavirus, tampone "drive-in" © Foto di Cesare Abbate - ANSA

Come già in altre città italiane, d’Europa e del mondo, anche a Brescia arrivano i tamponi “drive-in”, cioè i tamponi “al volo” senza nemmeno scendere dalla propria auto: per la prima fase, che coinvolgerà tra le 600 e le 700 persone, è stato allestito un check-point negli spazi esterni del Liceo Leonardo, in Via Balestrieri. Ma non si esclude che nei prossimi giorni ne vengano aperti altri, sia nella zona di Via Scuole che in zona universitaria.

Chi farà il tampone

I tamponi non sono per tutti, ovviamente: i destinatari di questa prima fase sono dipendenti e operatori delle Rsa, oltre che i lavoratori di quelli che sono considerati “servizi essenziali”. Al momento si sa che verranno “tamponati” i dipendenti di Brescia Solidale e delle fondazioni Casa di Dio e Casa di Industria. 

Non è questo l’unico fronte diagnostico pronto a partire in Lombardia. Al via da giovedì i test sierologici nelle aree più colpite dal Coronavirus: quindi non solo Brescia ma anche Bergamo, Cremona e Lodi. Le analisi saranno poi estese dal 29 aprile a tutta la regione. I test consistono in un prelievo ematico, da cui sarà possibile verificare se l’organismo ha sviluppato gli anticorpi al Covid.

Chi farà il test sierologico

Anche in questo caso, niente test a tappeto: nella prima fase saranno sottoposti al test solo i cittadini in quarantena fiduciaria, soggetti sintomatici con quadri simil-influenzale, senza sintomi da almeno 14/21 giorni segnalati dai medici di base e dalle Ats, oltre che i contatti di casi asintomatici o con sintomi lievi, identificati dalle Ats a seguito dell’indagine epidemiologica già prevista ma a cui non è stato effettuato il tampone nasofaringeo.

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Le modalità dei test saranno definite dalle singole Ats. Chiunque verrà chiamato, fa sapere l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, “dovrà presentarsi in uno dei centri prelievi concordati con le Aziende sociosanitarie territoriali (Asst) di riferimento. L’esito dei test sarà poi comunicato alle Ats di competenza e agli stessi cittadini”. Ulteriori dettagli sui centri prelievi e sulle relative tempistiche verranno resi noti a breve. 
 

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