Coronavirus, Fase 2 in Lombardia: per chi si ammala tamponi rapidi entro 48 ore

La Fase 2 passa anche dal monitoraggio sanitario: tamponi rapidi (entro 24 o 48 ore) per i lavoratori con la febbre, a domicilio o con il “drive-in”

Brescia: infermiere al lavoro per fronteggiare l'emergenza da Coronavirus (fonte: Comune di Brescia)

Tamponi rapidi entro uno o due giorni (24 o 48 ore) a tutti coloro che presenteranno un anomalo innalzamento della temperatura corporea, sopra i 37 gradi e mezzo, e che dovranno essere puntualmente segnalati dai datori di lavoro. Verranno poi visitati (e tamponati) dai medici delle Usca, le Unità speciali di continuità assistenziale, a domicilio oppure con il “drive-in”: in tutta la Lombardia sono 44, di cui 9 in provincia di Brescia.

Tutto questo dovrebbe essere specificato, a breve, nella delibera regionale che conterrà alcune importanti indicazioni sul tracciamento e il monitoraggio degli ammalati nella Fase 2: ricordiamo che da qui al 18 maggio l’allerta rimane massima, e non si esclude - in caso di una nuova impennata di contagi - un passo indietro verso il lockdown.

Quasi un migliaio di degenze di sorveglianza

Per affrontare il monitoraggio diffuso, la Regione ha già allestito quasi un migliaio di “degenze di sorveglianza”, dove i positivi o i sospetti positivi potrebbero essere tenuti in isolamento, sotto il controllo di Ats. In provincia di Brescia ne sono state attivate 116: altrettante in Brianza, poi 276 a Milano, 149 a Pavia, 130 in Insubria, 114 in Valpadana, 70 a Bergamo.

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Nella delibera potrebbero essere infine contenute anche le modalità per effettuare, eventualmente, i test sierologici anche da parte di liberi cittadini in laboratori privati, ovviamente a pagamento. Pare che molti laboratori si siano già attrezzati in tal senso: ora si attende il via libera dell’autorizzazione regionale.

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