"In Lombardia niente tamponi, tanto si sa: con un sintomo consideratevi positivi"

Per l’epidemiologo Lopalco i dati ufficiali sono sottostimati di dieci volte: “In questo momento, se avete anche un solo sintomo, sappiate che è Covid-19”

Coronavirus, continua il dibattito sui tamponi. Per l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, docente all’Università di Pisa e ora responsabile della task force regionale della Puglia per l’emergenza Covid-19, “in questo momento, e con questa epidemia, se avete qualsivoglia sintomo dovete considerarvi positivi e comportarvi come tali, non c’è bisogno del tampone”. Lo ha riferito a Linea Notte: “In Lombardia non fanno il tampone nemmeno a chi ha la polmonite, perché non serve, lo sanno che è Covid”.

In tutta Italia si sono raggiunti e superati quota 100mila casi dall’inizio dell’epidemia (101.739 all’alba del 31 marzo), con 11.591 decessi (l’11,3%) di cui oltre 800 nelle ultime 24 ore. “Gli oltre 100mila casi sono solo la punta dell’iceberg – ha detto ancora Lopalco – Per avere un quadro preciso della diffusione del contagio forse non basta moltiplicare per dieci, quindi oltre 1 milione. Il problema è che il livello di sottostima è tanto maggiore quanti più casi di hanno”. 

La storia di Piero e Lucia

Il peso specifico dell’emergenza lo si misura anche dalle difficoltà quotidiane. Sono diversi i medici di base che nel calo dei ricoveri ospedalieri vedono semplicemente il diniego a nuovi accessi, per via di un sistema ormai prossimo alla saturazione. Una storia come questa sta capitando a Piero, 77 anni di Calcinato: ricoverato in ospedale per una polmonite da Covid-19, poi dimesso.

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Si è sentito male nuovamente nei giorni successivi, ma non è stato più ricoverato. Perché non c’era posto. “Così lo hanno rispedito a casa – spiega la figlia Lucia – spiegandoci che dovevamo dotarci di ossigeno e saturi metro: insomma, ci hanno detto di arrangiarci”. E anche quello delle bombole di ossigeno, per i malati che si curano da casa, sta diventando un altro serio problema.
 

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