Non possono seppellire la giovane mamma: la bara resta in casa una settimana

Solo dopo la denuncia del presidente dell’Unione Comunità Islamiche d’Italia la donna defunta, madre di due figli di 20 anni, è stata temporaneamente sepolta in un’area adiacente al cimitero

Per una settimana hanno vissuto in casa con la bara della defunta madre e moglie. E non certo per loro volontà. È quanto accaduto a una famiglia macedone di casa a Pisogne e di religione musulmana. Le ultime volontà della donna, stroncata da un brutto male e non dal Covid-19, era quella di essere sepolta in patria. Così la famiglia, subito dopo il decesso avvenuto lo scorso 18 marzo, si era attivata per trasferire la salma.

Le limitazioni imposte dalla pandemia di Coronavirus hanno però reso impossibile l’espatrio della salma, così ai parenti non è rimasto che cercare una soluzione nelle vicinanze. Peccato però che l’unico cimitero islamico del Bresciano si trovi in città e che per regolamento possa ospitare solo le salme dei defunti residenti in città e non di quelli provenienti dalla provincia. 

“È allucinante l’accaduto, sono scioccato da questo notizia e spero che le autorità competenti si muovano al più presto per permettere una degna sepoltura a questa donna. Questa emergenza che stiamo vivendo tutti non deve costringerci, quando possiamo, a trascurare l’umanità che è l’essenza della nostra società”, ha commentato Yassine Lafram, presidente dell’UCOII, l’Unione delle Comunita Islamiche d’Italia.

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Sono state proprio le sue parole, e la sua pubblica denuncia, a sbloccare la situazione. Una soluzione temporanea è stata trovata nelle scorse ore: data l’impossibilità di seppellire la donna assecondando i crismi previsti dal rito mussulmano, la bara è stata temporaneamente deposta al cimitero di Pisogne: resterà lì finché non finirà l’emergenza Coronavirus. 

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