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Coronavirus: si torna a scuola a dicembre o a gennaio? Le ipotesi al vaglio

La riapertura delle scuole dipende dall'indice Rt: se sarà sotto l’1 (adesso non lo è) si potrà tornare in classe già il 4 dicembre senza aspettare la fine delle feste.

Anticipare la riapertura delle scuole superiori - e medie nelle zone rosse - al 4 dicembre è una delle tante ipotesi sul tavolo del governo. Un'opzione possibile, anche se poco probabile. Tutto dipenderà infatti dall'indice Rt: se sarà sotto l’1 (e adesso non lo è) si potrà tornare in classe il 4 dicembre senza aspettare la fine delle feste di Natale. È ancora presto per dare delle date precise: sulle decisioni dell'esecutivo peseranno i dati di questa ultima decade di novembre.

Quando si tornerà in classe

Nel frattempo si è però allargato il fronte per la riapertura anticipata delle scuole: nelle scorse ore il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, avrebbe fatto sapere al ministro della Salute Roberto Speranza che gli scienziati sono pronti a dare il via libera già ora, che l’indice è all’1,18%. Lo scrive il quotidiano La Stampa. Come detto, si deciderà solo a ridosso del 3 dicembre: una delle ipotesi sul tavolo sarebbe quella di cominciare ad aprire i licei in presenza (al 50%) già dal 4 dicembre. 

"Non appena avremo pienamente riportato sotto controllo la curva interverremo per ripristinare la didattica in presenza nelle scuole" ha detto Giuseppe Conte, perché "per il governo rimane prioritario consentire agli studenti che sono passati alla didattica a distanza di poter recuperare al più presto la ricchezza di una offerta didattica incentrata sulla interrelazione personale tra docenti e alunni e degli alunni tra loro".

Tante le ipotesi al vaglio: in primis quella del ritorno graduale, dando priorità agli studenti di seconda e terza media che nelle zone rosse stanno facendo lezione da casa o a quelli di prima e quinta superiore. Si valutano anche riaperture diversificate nelle varie regioni, in base ovviamente alle specifiche curve del contagio.

Miozzo: "Le scuole sono sotto controllo"

Per Agostino Miozzo, cooordinatore del Comitato tecnico scientifico, le scuole sono un luogo sotto controllo: viene rispettato il distanziamento, l'uso delle mascherine, l'igiene. Tutti elementi che riducono i rischi. E intervistato dal quotidiano romano, avverte: "Chiediamo che si faccia in fretta, che parta uno scaglionamento degli ingressi. Lo abbiamo scritto nell’ultimo verbale: c’è l’esigenza di procedere a una tempestiva soluzione delle tematiche riguardanti il mondo della scuola. In Campania la maggior parte degli studenti da marzo ad oggi ha fatto quattordici giorni in classe, se torniamo in presenza il 7 gennaio avremo regalato praticamente un anno all’ignoranza, all’asocialità. È un danno permanente che stiamo facendo ai nostri ragazzi".

Miozzo ha parlato anche con il Corriere della Sera, e cita le indicazioni delle maggiori organizzazioni delle Nazioni Unite come Who, Unesco e Unicef, oltre che le decisioni di Paesi "che non mi sembrano Stati sottosviluppati dell’Africa centrale" come Francia, Regno Unito e Germania. "Tutti concordi: le scuole devono, non possono ma devono, restare aperte". 

Ma sulla data di riapertura anche il coordinatore del Cts sembra rassegnato al mese di gennaio. "Il 7 gennaio è giovedì, quindi ci sarà un probabile slittamento a lunedì 11. In ogni caso l’indicazione di riapertura a gennaio non è garantita, visto che non abbiamo alcuna certezza sullo sviluppo della pandemia".

Fonte: Today.it

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