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Domenica, 16 Gennaio 2022
Coronavirus

Boom di contagi, 20 presidi bresciani chiedono la Dad: "Rientro ingestibile"

La richiesta è di non tornare in presenza dal 10 gennaio per il boom di contagi e l'assenza di molti insegnanti

Qualche studente è tornato tra i banchi da qualche ora, per molti altri la prima campanella del 2022 suonerà lunedì 10 gennaio. Ma tra alunni in quarantena, insegnanti sospesi perché non si sono vaccinati e professori costretti a restare a casa perché positivi al Covid, il ritorno a scuola si annuncia piuttosto complicato.

Per tutti questi motivi oltre 2.000 dirigenti scolastici in tutta Italia, circa una ventina (al momento) nel Bresciano, hanno firmato una lettera inviata al presidente Draghi, al ministro Bianchi e ai presidenti di Regioni e Province in cui si chiede il ritorno in dad (didattica a distanza) per due settimane. 

La petizione

Una "programmata e provvisoria sospensione delle lezioni in presenza" che si rendere necessaria - secondo chi nelle scuole ci vive ogni giorno e ogni giorno riceve messaggi di colleghi e genitori che informano di positività - perché "l’andamento del contagio con la nuova variante del virus colpisce come mai prima le fasce più giovani della popolazione, anche con conseguenze gravi e che il distanziamento è una misura sulla carta, stanti le reali condizioni delle aule e la concentrazione degli studenti nelle sedi". 

Nel Bresciano, come detto, sono circa una ventina i presidi che al 7 gennaio hanno sottoscritto all'appello. Si tratta dei dirigenti degli  istituti comprensivi di Nuvolento, Orzinuovi, Calvisano, Gottolengo, Gargnano, Pontevico, Prevalle, Pontoglio, Cellatica e Collebeato, Lonato e  Montichiari. Hanno irmato la petizione anche i dirigenti degli istituti di istruzione secondari Pascal Mazzolari di Manerbio, Einaudi di Chiari, Primo Levi di Sarezzo, Capirola di Leno, Olivelli-Putelli di Darfo, Meneghini di Edolo, Dandolo di Corzano.

Alla preoccupazione per l'alto numero di contagi tra gli under 18 si sommano le tante assenze nel personale delle scuole: come gli studenti, anche centinaia di insegnanti e collaboratori scolastici sono bloccati a casa perché in quarantena o positivi al Covid. 

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