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Covid, un altro errore nei dati? La Lombardia in giallo quando doveva essere arancione

La notizia, se confermata, avrebbe del clamoroso: per via di altri (presunti) errori nell'invio dei dati, la Lombardia sarebbe rimasta in giallo troppo a lungo

La notizia, se fosse confermata, avrebbe del clamoroso: altri presunti errori nell'invio dei dati da parte di Regione Lombardia, ma questa volta con conseguenze che potrebbero essere ben peggiori. Come scrive Tpi.it, The Post Internazionale, “la Regione sarebbe rimasta gialla per troppe settimane”, quando invece sarebbe dovuta essere già in arancione, quindi con ulteriori restrizioni.

In tanti ricordano la querelle sui dati sbagliati che avrebbe tenuto la Lombardia in zona rossa per una settimana di troppo. Adesso invece sarebbe successo il contrario: zona gialla invece che arancione. Ma se nel primo caso l'errore avrebbe avuto un effetto tutto sommato preventivo, adesso le conseguenze in senso opposto sono tutte da verificare.

Indice Rt a 1.09 invece che 0.82

A segnalare l'errore, scrive ancora Tpi.it, “è Vittorio Nicoletta, dottorando di sistemi decisionali che ha pubblicato un grafico dove mette a confronto i dati caricati il 3 marzo e quelli consegnati all'Iss il 24 febbraio”. Analizzando i dataset “la situazione riportata è sconcertante: il famoso indice Rt, l'indice di riproduzione del virus, non è 0.82 ma 1.09. Ovvero, superando la soglia critica dell'1, è un Rt da zona arancione e non gialla”.

Aspettando la zona rossa

Nel frattempo da venerdì tutta la regione è in zona arancione scuro, con chiusura di tutte le scuole (salvo i nidi) e ulteriori restrizioni. Ma è probabile che da lunedì, o forse anche prima, scatti la zona rossa. Ma quest'ultimo errore, se confermato, peserebbe non poco: ma possibile che non ci sia un filtro di verifica in uscita e in entrata? Dalla Regione o dal Ministero?

Secondo Tpi.it, “uno dei motivi della scarsa accuratezza sui dati potrebbe essere la mancata comunicazione dello stato clinico dei pazienti: secondo l'ultimo bollettino settimanale dell'Iss, verrebbe comunicato solo il 71,3% di tutte le persone sintomatiche. Molto meno rispetto ad altre regioni, che si avvicinano a una puntualità del 100%”. 

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