Coronavirus: "Polmoniti sospette già prima di Natale, i morti aumentati di 8 volte"

L'analisi di Tiziano Belotti, sindaco di Rovato: uno dei comuni più colpiti dall’epidemia di Coronavirus.

Il municipio di Rovato

I decessi sono quasi 8 volte tanto quelli registrati nello stesso mese del 2019: 77 croci nel mese di marzo 2020, contro le 10 registrate un anno fa. Gli impietosi numeri forniti dall’Ufficio anagrafe del Comune franciacortino, più dei dati forniti da Ats (sono 23 le morti ufficialmente ricondotte al Coronavirus) fanno emergere la devastante portata del virus nel Comune amministrato da Tiziano Belotti.

Non sappiamo di cosa siano morte le 44 persone che non sono comprese nei conteggi di Ats, ma di sicuro non avevano un banale mal di pancia. Alcuni di loro erano ospiti delle Rsa, ma tanti altri sono anziani deceduti in casa, senza mai essere sottoposti al tampone. A mio parere credo che si sia sottovalutata per troppo tempo questa brutta bestia (così il primo cittadino definisce il Coronavirus), sia da parte delle istituzioni che degli esperti medici e virologi. Non voglio accusare nessuno, perché credo che tutto sommato il sistema abbia retto, ma inizialmente ci sono state carenze enormi, forse anche perché si è cominciato ad intervenire troppo tardi. Io per primo quando è arrivata la prima ordinanza di Regione Lombardia, alla fine di febbraio, stavo organizzando tutte le feste di Carnevale che poi ho sospeso in fretta e furia, come il successivo mercato settimanale.

L’idea del primo cittadino è che i il virus si fosse diffuso nei nostri terrori molto prima della metà di febbraio, quando cioè è stata istituita la zona rossa di Codogno:

Parlando con alcuni medici di base ho scoperto che, solo a Rovato, prima di Natale si è erano verificati due casi di polmoniti sospette, che non miglioravano con le consuete cure. Due casi strani, ma che allora non potevano certo essere ricondotti al Coronavirus, dato che ai quel tempo neanche si sapeva della sua esistenza. A mio parere il virus circola già dai primi giorni di gennaio e un solo Paese ne era pienamente al corrente e ne stava già sperimentando gli effetti: la Cina. Un Paese cha taciuto probabilmente per mesi la verità a tutti, lasciando diffondere allegramente il flagello per il mondo.”

Come molti altri sindaci ritiene che i numeri del contagio siano di gran lunga superiori a quelli fotografati dei bollettini di Ats: A Rovato risultano positive 125 persone - conlcude Belotti -, ma credo che siano molte di più in realtà, perché solo una minima parte è stata sottoposta al tampone. Io per primo ho avuto la febbre per tre giorni nel mese di marzo: mai successo in 50 anni. Inoltre avevo alterazioni di gusto e olfatto, sintomi riconducibili al Coronavirus, ma non ho mai fatto il tampone e, una volta guarito, sono tornato a lavorare.”

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