Coronavirus

Il giallo dei nuovi ritardi nelle consegne del vaccino AstraZeneca

Il presunto taglio delle consegne dei vaccini anti-Covid, anche per il secondo trimestre del 2021, potrebbe rappresentare un problema per l'Italia

La notizia di un possibile rallentamento nella consegna dei vaccini preoccupa l'Italia. La Commissione Europea non smentisce che AstraZeneca abbia comunicato l'intenzione di tagliare le consegne di vaccini anti-Covid. Secondo quanto riportato ieri sera da Reuters, le dosi sarebbero dimezzate anche per il secondo trimestre di quest'anno. 

Ieri Il vaccino AstraZeneca è stato autorizzato fino a 65 anni. Nel Regno Unito si sta rivelando molto efficace anche sugli over80 (ha prevenuto l’81% dei ricoveri anche tra gli ultra-ottantenni). Ma l'eventuale taglio delle forniture fino al 50% per il II semestre 2021, se confermato, è una brutta notizia.

Il calendario delle consegne dl vaccino AstraZeneca per il 2021

"Le discussioni con AstraZeneca sul calendario delle consegne continuano - risponde un portavoce della Commissione alla richiesta di una conferma - la compagnia sta rivedendo il calendario e lo sta consolidando, sulla base di tutti i siti produttivi disponibili, in Europa e fuori. La Commissione si attende che le venga presentata una proposta di calendario migliorata". AstraZeneca aveva già dimezzato, da 80 a 40 mln di dosi (inizialmente a 31 mln, poi le aveva riportate a 40 mln dopo la reazione della Commissione), le consegne di dosi all'Ue previste per il primo trimestre, motivandole con non meglio specificati problemi di produzione (pare si tratti di un problema di 'raccolto' dell'adenovirus nello stabilimento belga della Hénogen/Novasep) senza fornire alcuna garanzia per il secondo trimestre. Ora è arrivata la conferma che il taglio delle forniture della multinazionale anglosvedese riguarderà anche il secondo trimestre. 

Non si tratta di numeri minimi, e quindi si attendono comunicazioni ufficiali, perché in Italia, ad esempio, la campagna vaccinale si basa fortemente sul prodotto in questione: AstraZeneca prevederebbe di consegnare alla Ue nel secondo trimestre meno della metà delle dosi concordate in sede contrattuale, forse riuscira' a consegnare "meno di 90 milioni di dosi nel secondo trimestre". Per la Ue si tratta in tal caso di un brutto colpo che potrebbe mettere a rischio (eufemismo) l'obiettivo di vaccinare il 70% degli adulti entro l'estate. AstraZeneca era e resta comunque centrale nel programma dei vaccini Ue, ma i ritardi nelle consegne stanno rallentando i programmi di vaccinazione in diversi Paesi membri, tra i quali l'Italia. L'azienda produttrice ha fatto sapere a più riprese nelle scorse settimane che sta facendo "di tutto" per aumentare la produttività. 

AstraZeneca: "Quando è stato firmato il contratto non era possibile fare una stima precisa"

"Il contratto con la commissione europea e' stato siglato in Agosto del 2020 e in quel momento non era possibile fare una stima precisa delle dosi, che dipende dalla produttivita' degli impianti di produzione di un vaccino ad alta complessita' biologica che non era stato mai prodotto". Cosi' in una nota AstraZeneca risponde alle notizie su una possibile riduzione di dosi nel nostro Paese. "A questa complessita' - spiega la multinazionale - si e' aggiunta una produttivita' inferiore alle previsioni nello stabilimento destinato alla produzione europea, e per questo non siamo ancora in grado di fornire previsioni dettagliate per il secondo trimestre"

Vaccino AstraZeneca nella fascia di età compresa tra i 18 e i 65 anni

Il vaccino anti-Covid prodotto da AstraZeneca potra' essere utilizzato "nella fascia di età compresa tra i 18 e i 65 anni, ad eccezione dei soggetti estremamente vulnerabili". E' quanto prevede "sulla base di nuove evidenze scientifiche" una circolare del ministero della Salute che aggiorna le modalita' di somministrazione del prodotto. Nella circolare del ministero, firmata dal direttore generale della Prevenzione, Gianni Rezza, si legge che le indicazioni di utilizzo del vaccino AstraZeneca fino ai 65enni "sono rafforzate da nuove evidenze scientifiche che riportano stime di efficacia del vaccino superiori a quelle precedentemente riportate, e dati di immunogenicita' in soggetti di eta' superiore ai 55 anni, nonche' nuove raccomandazioni internazionali tra cui il parere del gruppo SAGE dell'OMS".

Quante sono le persone vaccinate in Italia

L'ultimo aggiornamento del Ministero della Salute parla di 3.682.425 dosi di vaccino somministrate complessivamente. Si tratta del 70.8% del totale di 5.198.860 dosi - 3.905.460 di Pfizer/BioNTech, 1.048.800 di AstraZeneca e 244.600 di Moderna - consegnate al nostro Paese. Il maggior numero di vaccinazioni ha riguardato il personale sanitario e sociosanitario (2.240.690 dosi somministrate), seguito da quello non sanitario per un totale di 653.564 dosi, ospiti di strutture residenziali (373.991 dosi), persone con più di 80 anni (329.805 dosi), personale delle Forze Armate (32.999 dosi) e personale scolastico (51.376 dosi).

Fonte: Today.it

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