Coronavirus, i numeri invitano alla pazienza: "Curva contagi accettabile tra 22 e 25 aprile"

Il virologo Pregliasco: secondo i modelli matematici "la cosa più sicura sarebbe iniziare ad allentare le misure per i cittadini tra metà e fine maggio, necessarie comunque grandi limitazioni". Rezza (Iss):"Scordiamoci per un bel po' la vita normale"“

Foto: Ansa

Che cosa accadrà dopo Pasquetta? E' pressoché certa una proroga delle restrizioni, si attende tra oggi o più probabilmente domani il nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri. In Italia rallentano i contagi ma ce ne sono ancora molti, ogni giorno, e l'invito alla prudenza, alla cautela, alla pazienza è pressante. "Ancora pazienza", avvertiva ieri il virologo dell'Università di Milano Fabrizio Pregliasco

"Dal punto di vista dei modelli matematici che sono a disposizione oggi, pur con dei margini elevati di errore e valutazioni diverse un livello accettabile della curva pandemica dovrebbe essere raggiunto dal 22 al 25 aprile. Un livello di contagi che non sarà uno zero, e quindi ci dovrà essere una valutazione politica di rischio accettabile dal punto di vista del numero di casi", premette il virologo, le cui parole sono riportate da askanews. "Se i casi sono pochi possiamo permetterci di avere la possibilità di curare tutte le persone che si ammaleranno anche in futuro, perché le terapie intensive non saranno intasate, gli ospedali saranno meglio gestiti, dedicando ale o interi ospedali alla cura del Covid-19. Con l'elemento di rischio che resta, dovuto al fatto che ancora una cura né un vaccino c'è per il Covid-19. Per arrivare a zero contagi il lockdown dovrebbe essere tenuto ancora di più ma a quel punto i danni fisici, psicologici, le devastazioni sociali potrebbero diventare inaccettabili per la comunità".

"Alcune industrie strategiche potrebbero riaprire da fine aprile ai primi di maggio. Dopo il 4 maggio poi si potrà procedere ad aprire alcuni rubinetti intesi come alcune limitate possibilità di movimento, ma è chiaro che alcune situazioni ad esempio piscine, palestre, discoteche ce le scorderemo per un bel po`. Neanche a parlarne gli eventi di massa sarebbero un rischio massiccio. Saranno necessarie comunque grandi limitazioni e valutazioni geograficamente diverse in funzione della situazione. Da fine aprile si può quindi iniziare a prevedere qualche riapertura di imprese e vedere come va la curva epidemica, tenendo conto dei 14 giorni di incubazione. Poi si può prevedere un allentamento delle misure di lockdown per la popolazione. La cosa più sicura sarebbe iniziare ad allentare le misure per i cittadini da metà a fine maggio". Quindi ai cittadini il consiglio di Pregliasco è "pazienza fino a metà-fine maggio".

Coronavirus, Rezza: "Scordiamoci per un bel po' la vita normale"

Va immaginato un futuro dove "oltre a indossare le mascherine, ci terremo a distanza gli uni dagli altri e ricorderemo di lavare spesso le mani. Il virus continuerà a stare in mezzo a noi anche quando il lockdown sarà terminato e il governo deciderà di riaprire con grande cautela alcune attività. Ma la vita normale, quella no, scordiamola per un bel po'". Lo dice al Corriere della Sera Giovanni Rezza, capo del dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore di Sanità.

"L'importante è che qualora venga avviata la fase 2, venga attuata in modo graduale e parziale e sempre, dico sempre, nel rispetto tassativo delle misure che sono 'mani lavate, mascherina indossata. Servirà igiene, non manie' in atto oggi. Non si tornerà mai come prima, il virus continuerà a circolare fino alla scoperta del vaccino".

Il ritorno dovrà essere organizzato in modo tale da assicurare uno scaglionamento degli impiegati in ufficio e fabbrica, tenendone una parte in smart working. Non si può certo pensare di farli tornare tutti insieme al lavoro, anche se in azienda fossero rispettate le misure di distanziamento. Questo permetterebbe ai mezzi pubblici di trasporto di garantire corse sicure e di evitare l'affollamento di passeggeri su autobus e treni". Nel futuro prossimo l'uso "sistematico nella popolazione di mascherine, che sono barriere fisiche contro il virus, potrebbe ridurre il rischio di trasmissione nei luoghi affollati. Occorrerà una valutazione delle indicazioni per la fase 2" e "personalmente sono favorevole all'uso allargato delle mascherine, sebbene l'Organizzazione mondiale della sanità si sia espressa in modo diverso".

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Fonte: Today.it
 

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