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Coronavirus

Il report che ha convinto Conte: "Entro giugno 151 mila malati in terapia intensiva"

Reso noto il contenuto di un documento del Comitato tecnico scientifico che ha messo in guardia l'esecutivo dalle possibili conseguenze di una totale riapertura

Coronavirus, il documento che ha frenato il Governo: ''Se si riapre tutto, terapie intensive in crisi l'8 giugno''

Il collasso del Sistema sanitario nazionale: secondo il Comitato tecnico scientifico (che comprende, tra gli altri, Istituto superiore di sanità e Protezione civile), sarebbe stato questo lo scenario riservato all'Italia in caso di riapertura totale.

In molti la invocano, da Renzi a Salvini a Giorgia Meloni: far ripartire tutte le attività dal 4 maggio, per rilanciare l'economia italiana e “liberare” i cittadini dall'isolamento in casa. Ma, considerato che siamo ancora nel bel mezzo dell'emergenza sanitaria a causa dell'epidemia di coronavirus, questo che effetti avrebbe? Se si riaprisse tutto, le terapie intensive sarebbero di nuovo al collasso entro poche settimane: a scriverlo, in un documento ufficiale, è il Comitato tecnico scientifico che sorregge il governo Conte in un questo momento così delicato.

Riaperture: report completo in Pdf

Il documento, anticipato dal Fatto Quotidiano in un articolo firmato da Alessandro Mantovani e Marco Palombi (e poi rilanciato con più dettagli da Corsera e Repubblica), sarebbe stato l'ago nella bilancia della decisione dell'esecutivo di mantenere la cautela, non allargando troppo le maglie delle misure restrittive per l'inizio della cosiddetta fase 2.

Una riapertura totale, con il via a edile, commercio, manifattura, ristorazione, alloggi, tempo libero, scuole e trasporti (insomma, un ritorno a prima del lockdown), porterebbe a un rischio troppo alto: quello di una nuova catastrofe sanitaria? Nel peggiore degli scenari ipotizzati, le statistiche del CTS arrivano a prevedere fino 151mila malati con necessità di terapia intensiva. Numeri impensabili per il nostro Sistema sanitario nazionale, equivarrebbe a una nuova ecatombe: dopo l'inizio della pandemia, sono saliti a circa 9mila i posti attuali di terapia intensiva.

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