Coronavirus

Vaccini, è caos nel Bresciano: hub vuoti, chiamate le persone sbagliate

Ci sono ancora problemi nella campagna vaccinale lombarda: anche il leader della Lega Matteo Salvini ha detto che “chi ha sbagliato dovrà pagare”.

“Gli intoppi vanno risolti: oggi con questi numeri è meno difficile, ma dobbiamo arrivare ad aprile, maggio con un'organizzazione più perfetta possibile. La prospettiva è essere pronti, quando le quantità di vaccini cresceranno. La Lombardia non può sbagliare”. Così anche l'assessore regionale alla Protezione civile Pietro Foroni ammette che c'è qualcosa che non sta andando come si deve: lunedì è tornato a Brescia per visitare il centro vaccinale di Chiari, che insieme a Iseo fa parte dei due “hub” operativi per Asst Franciacorta.

Come è stato detto ai giornali, sarà stato detto anche a Foroni dei ritardi e delle prenotazioni in tilt di queste ultime ore. Il fatto è che il sistema di prenotazione non è riuscito a smaltire gli appuntamenti già fissati, almeno non tutti: e così succede che gli hub vaccinali siano mezzi vuoti. Anche quelli di Chiari e Iseo, che fanno riferimento alle zone di “confine” e considerate più a rischio, e che oltre agli over 80 dovrebbero vaccinare anche le persone di età compresa tra i 60 e i 79 anni.

Lo storno della gestione ad Aria Spa?

La gestione è affidata a Aria Spa, l'Azienda regionale per l'innovazione e gli acquisti: ma i ripetuti errori di questi giorni pare impongano un cambio di rotta, e sembra si stia lavorando per un nuovo affidamento, a Poste Italiane. Ma cos'è successo, ancora? Con riferimento agli hub di Chiari e Iseo, non sarebbero stati inviati gli sms di conferma della prenotazione e dunque le persone non si sono presentate all'appuntamento. Perché non lo sapevano.

Trecento dosi invece di duemila

Negli hub della Bassa, a Manerbio e Castelletto di Leno, che fanno riferimento all'Asst del Garda, a vaccinarsi sarebbero arrivate altre persone da altre Asst. Qualcosa non torna. Il sindaco di Iseo Marco Ghitti non le manda a dire: “Non è un problema di pochi vaccini, è un problema di organizzazione”, a detto a latere della visita di Foroni e dell'ennesima giornata (in parte) sprecata nella battaglia contro il virus. Per capirci: a Chiari e Iseo sono state somministrate circa 300 dosi, invece che le duemila previste.

Ma non è solo la politica locale ad alzare la voce. Anche Matteo Salvini, leader della Lega, ha criticato la gestione della campagna vaccinale regionale: “Nella macchina tecnica della Lombardia qualcuno non è all'altezza del compito che gli è stato chiesto”, ha riferito. E ancora: “Se qualcuno ha sbagliato, dovrà pagare”. Speriamo che la resa dei conti non porti altri ritardi.

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