Covid, i casi aumentano ma è sempre Movida: folla fuori dai locali di Piazza Arnaldo

Assembramenti, persone senza mascherine: fa discutere la fotografia pubblicata sui social.

Fonte: Facebook - Brescia che non vorrei

La voglia di movida è più forte della paura del contagio e dei timori relativi a una seconda eventuale ondata di Coronavirus. La cartolina di sabato notte di piazzale Arnaldo a Brescia lascia poco spazio ai dubbi: assembramenti fuori dai bar e persone che non indossano la mascherina, nonostante l’obbligo - sancito da Regione e Governo - di coprirsi naso e bocca anche all’aperto, qualora non sia possibile mantenere le adeguate distanze.

E lo scatto, pubblicato domenica sulla pagina Facebook “Brescia che non vorrei” ha inevitabilmente dato il via a un infuocato dibattito tra coloro che difendono il diritto a ‘vivere e divertitisi’ (sempre e comunque) e chi invece fa presente che l’epidemia non è un ricordo lontano, citando il rigido protocollo imposto - ad esempio - ai bambini e agli studenti delle scuole.

Pochi mesi fa un’altra fotografia che ritraeva la piazza affollatissima, proprio a pochi giorni dalla fine del lockdown, diede scandalo e portò addirittura il sindaco di Brescia Emilio del Bono ad imporre il coprifuoco per la zona.

Certo i numeri dei contagi e la situazione negli ospedali non è paragonabile a quella della scorsa primavera, ma è fuori di dubbio che nelle ultime settimane le curve siano tornate a crescere, così come il dato relativo ai ricoveri in terapia intensiva e non. Stando ai soli dati di domenica, in tutta Italia sono 2846, di cui 302 in Lombardia, le persone ricoverate con sintomi e 254 quelle in gravi condizioni ( + 7 nelle ultime 24 ore). Nella nostra regione attualmente sono occupati 31 posti di terapia intensiva Covid, più del doppio rispetto allo scorso 27 agosto (erano 14). 

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E le proiezioni del Worldometer, il sito web più importante al mondo di dati statistici elaborati da sviluppatori e ricercatori, riguardo all’epidemia in Italia non sono rassicurati: i contagi con lo status quo potrebbero salire fino a 15mila al giorno già il primo novembre per arrivare oltre i 40mila nel mese di dicembre. Osservando la proiezione del numero di vittime significherebbe piangere di nuovo 700 persone al giorno prima del 2021. Eppure c’è chi non solo ha già dimenticato le tende fuori dagli ospedali, la mortalità di marzo aumentato del 290% (dati Istat) e le centinaia di urne cinerarie in fila al Vantiniano, ma nega perfino l’esistenza stessa del virus.

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