Nuovo ospedale Covid al Civile, i sindacati attaccano: "Un altro favore ai privati?"

Pioggia di critiche dei sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil) al progetto annunciato dalla Regione di allestire una unità operativa solo Covid al Civile di Brescia

Non piace ai sindacati bresciani l’idea di attrezzare il Civile come “ospedale Covid” per la fase post-emergenza, e per eventuali ricadute epidemiologiche da qui alle prossime settimane: il progetto, ricordiamo, è stato presentato in grande spolvero dalla Regione e dalla dirigenza ospedaliera, e prevede l’ipotesi di allestire una  unità operativa esclusivamente dedicata ai malati da Coronavirus (da circa 160 posti letto) utilizzando la scala 4. Per Cgil, Cisl e Uil si tratta di un annuncio “che ci stupisce e ci preoccupa allo stesso tempo”.

Le preoccupazioni dei sindacati

“Ad oggi l’emergenza ha costretto l’intera struttura ospedaliera a una riduzione significativa del numero di posti letto di molteplici specialità in favore di posti dedicati a pazienti Covid – si legge in una nota congiunta dei tre sindacati confederali – Una scelta necessaria, che tuttavia ha avuto inevitabili ricadute sulla salute dei cittadini affetti da altre patologie. Ci preoccupa per il futuro sia per la perdita di porzioni di budget dovuta alla riduzione dei ricoveri, sia il fatto che questo possa ridurre il numero di posti letto di altre specialità, con ricadute pesanti sui pazienti e sui cittadini”.

Per i sindacati il rischio è che “questa situazione, invece di costituire un importante rilancio per la struttura, si traduca in una depotenziamento del maggiore ospedale cittadino, magari a beneficio di altre strutture”. “E’ indispensabile – continuano Cgil, Cisl e Uil – che anche il privato convenzionato si faccia carico di tutte le esigenze sanitarie dei cittadini, che in taluni casi sappiamo non essere particolarmente remunerative”.

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“Il progetto alla stampa senza consultarci”

Critiche anche sulle modalità di presentazione del progetto: “Troviamo incomprensibile – concludono i sindacati – che un progetto così importante sia stato consegnato direttamente alla stampa senza passare da una fase consultiva. Una scelta aziendale di questa portata, che avrà ricadute sul futuro del Civile, non può prescindere da un confronto che coinvolga tutti gli attori in campo (Asst, Ats, sindacati, Comune) con l’obiettivo di trovare le migliori soluzioni condivise a un problema reale”. Il prossimo step sarà un incontro urgente con Ats Brescia. 
 

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