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Vertigini e mal d’orecchio: i sintomi delle nuove varianti Omicron

In Sudafrica stanno prendendo piede i ceppi BA.4 e BA.5, che secondo i primi studi sembrano essere maggiormente contagiosi e con impatto differente sull'organismo rispetto alle varianti precedenti

A dominare la scena nell'attuale ondata di contagi da Covid è la cosiddetta variante Omicron del coronavirus SARS-CoV-2, una versione "evoluta" del virus apparso alla fine del 2019 e che a sua volta ha dato vita a diverse sottovarianti. La più diffusa al momento è la BA 2, detta anche "Omicron invisibile", ma in Sudafrica si stanno diffondendo le varianti BA.4 e BA.5, simili tra loro dal punto di vista delle mutazioni, ma con significative differenze nei sintomi e nell'impatto sull'organismo rispetto alle precedenti versioni conosciute. Le informazioni sui nuovi ceppi sono ancora preliminari, ma quello che gli scienziati hanno appurato è una contagiosità superiore e una maggiore capacità di eludere le difese immunitarie.

Secondo le prime informazioni diffuse dall'Istituto Nazionale per le Malattie Trasmissibili del Sudafrica, il numero dei casi delle varianti BA.4 e BA.5 è ancora basso, ma essendo derivanti da Omicron è plausibile che abbiano dei sintomi simili: "È troppo presto per avere delle risposte certe. Tuttavia - dato che i lignaggi sono ancora classificati come Omicron e che la maggior parte delle mutazioni (in particolare all'interno della proteina spike) sono le stesse, è probabile che i sintomi siano simili":

Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco dell'Università Statale di Milano, nei casi di BA.4 e BA.5 le infezioni restano localizzate soprattutto nella vie respiratorie superiori, nella trachea, provocando sintomi come il naso che cola (rinorrea), ma anche vertigini e mal d'orecchio. Inoltre causano meno perdita del gusto (ageusia) e dell'olfatto (anosmia), due dei sintomi più diffusi e già provocati dalle precedenti varianti insieme alla febbre alta, la tosse e i dolori.

Anche Marco Cavaleri, responsabile Vaccini e Prodotti terapeutici Covid-19 dell'Ema, ha parlato dei due nuovi ceppi nel briefing avvenuto con la stampa: "Al momento c'è bisogno di monitorare attentamente la diffusione delle sottovarianti di Omicron BA.4 e BA.5 in Sudafrica e in altre regioni, per capire se porteranno a un aumento dei casi anche nell'Unione europea".  L'esperto ha sottolineato l'importanza di essere preparati e di adattare i propri sistemi alle varie fasi che si attraversano con la pandemia. Proprio su questa linea, Cavaleri ha anche ricordato che "la scorsa settimana la Commissione europea ha esortato gli Stati membri a usare i mesi estivi per fare un passo avanti nella loro pianificazione e a passare da una gestione di emergenza della pandemia a una modalità sostenibile. E i vaccini - ha ripetuto - sono un pilastro centrale della nostra risposta a Covid".

(Fonte: Today)

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