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Covid-19, Nature: il virus è di origine naturale con radici risalenti a 140 anni fa

Il tempio mondiale della scienza ricostruisce l'albero genealogico del virus

La quantità di fake news girate in questi ultimi due mesi sul Coronavirus ormai non si contano più, complici anche alcuni esponenti politici di (più o meno) levatura mondiale: tra questi - secondo la BBC - ci sarebbero Trump, Bolsonaro e il nostrano Matteo Salvini.

La più in voga in ordine di tempo (ma ce ne sono tante al limite del ridicolo) è quella che il virus sarebbe stato creato nel famigerato laboratorio di Wuhan. Tuttavia, i più grandi esperti a livello mondiale hanno sempre confermato l'origine naturale del virus. L'ultima ricerca è apparsa su Nature, la rivista "tempio della scienza", secondo la quale i dati genetici suggeriscono che il Covid-19 si sia 'nascosto' per decenni in natura. In un corposo articolo, riportato in Italia da Adnkronos Salute, si ricostruisce l'albero genealogico del virus, andando indietro nel tempo fino a 140 anni fa. Il nuovo coronavirus "condivide il 96% del suo materiale genetico con un virus trovato in una grotta nello Yunnan, in Cina, abitata dai pipistrelli. Ma c'è una differenza cruciale: il virus del pipistrello dello Yunnan non sembra infettare le persone", scrive Nature.

Gli studi pubblicati negli ultimi mesi suggeriscono che Sars-CoV-2 (o un antenato molto simile) si sia nascosto negli animali per decenni, 'affinando' le sue abilità. Secondo una ricerca, il lignaggio del coronavirus che ha portato a Sars-CoV-2 si è separato più di 140 anni fa da quello strettamente correlato visto oggi nei pangolini (sospettati per un certo periodo di essere l'ospite intermedio di Sars-Cov-2, ndr).

Quindi, negli ultimi 40-70 anni, gli antenati di Sars-CoV-2 si sarebbero separati dalla versione dei pipistrelli. Nello studia Nature indaga sulle varie caratteristiche che avrebbero permesso al Covid-19 di contagiare così efficacemente le cellule umane. I risultati suggeriscono "una lunga storia familiare, con molti rami" dell'albero genealogico del coronavirus localizzati nei pipistrelli e possibilmente nei pangolini, e alcuni 'cugini' che potrebbero avere capacità simili di causare una pandemia, come afferma Rasmus Nielsen, biologo evoluzionista all'Università della California a Berkeley, coautore di uno di questi lavori: "E' necessario un costante monitoraggio e una maggiore vigilanza rispetto all'emergenza di nuovi ceppi virali di origine zoonotica".

 

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