Multe per il mancato utilizzo della mascherina: quando (e come) si possono contestare

Chi viene multato perché non indossa il dispositivo di protezione individuale può contestare la sanzione se la ritiene ingiusta? Sì, ma solo se ha dei validi motivi. Ecco come

Torna l’obbligo di indossare la mascherina, anche all’aperto se in presenza di persone non conviventi. Lo prevede il nuovo Dpcm approvato mercoledì dal consiglio dei ministri. La stretta su mascherine e assembramenti è scattata immediatamente. E per i trasgressori sono previste sanzioni che partono da un minimo di 400 a arrivano ad un massimo di 1000 euro.

Mascherine: quando e dove non sono obbligatorie

Ma ci sono alcune eccezioni e non sempre si deve indossare la mascherina quando si è all’aperto. Le mascherine non sono obbligatorie "quando si è lontano dagli altri, per esempio se si va in campagna, in giardino, nel proprio orto”, ha spiegato Sandra Zampa, sottosegretario alla Salute. Anche chi va in bici, in moto e in auto da solo o con i propri congiunti può tenere in tasca la mascherina. Altri momenti in cui la mascherina può non essere indossata sono le camminate nei boschi e in spazi desolati. Lo stesso vale per chi corre o pratica attività sportiva intensa in spazi aperti, nei parchi o per strada. Anche chi guida i monopattini può non indossare la mascherina, ma una volta scesi dal mezzo va usata.

Nei luoghi chiusi, come per esempio nelle palestre, va sempre indossata come quando si è "in auto con gli amici, per strada con persone vicine e all'aperto insieme ad altre persone” , ha dichiarato ancora la sottosegretaria Zampa. In generale, la mascherina va sempre tenuta quando si è vicini a persone che non siano congiunti. Anche con gli amici, quindi, nei luoghi aperti, è sempre obbligatorio indossare un dispositivo di protezione. Si può togliere per mangiare o bere, ma poi deve essere rimessa se ci si trova vicino ad altre persone. Resta per tutti, invece, l'obbligo di portare sempre con sé la mascherina quando si esce da casa.

Quando si può fare ricorso

Chi viene multato perché non porta la mascherina dove è previsto l’obbligo può fare ricorso al prefetto o al giudice di pace e contestare la sanzione, ma per procedere dovrà avere validi motivi. 
In pratica che intende fare ricorso deve dimostrare di essere un soggetto esonerato dall'obbligo di indossare la mascherina, che sono lo ricordiamo:

  • Bambini al di sotto dei sei anni;
  • Persone disabili con patologia incompatibile con la mascherina o un suo accompagnatore;
  • Persone che si trovavano in una delle circostanze in cui la mascherina all’aperto può essere abbassata (per bere, per mangiare, per fumare, durante l’attività sportiva intensa (jogging o andare in bici);
  • Persone che si trovavano nei cosiddetti "luoghi desolati": spazi aperti dove non c'è nessuno, boschi. 

Se sussiste uno dei precedenti motivi elencati, chi contesta la sanzione dovrà presentare propri scritti difensivi alle autorità indicate nel verbale della multa, entro trenta giorni dalla ricezione della sanzione, via Pec o con raccomandata a/r. La memoria difensiva deve necessariamente contenere i motivi del ricorso, i dati anagrafici del ricorrente, la copia fronte/retro di un documento di identità.

Nel dettaglio, il ricorso va inviato:

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  • se la multa per il mancato utilizzo della mascherina è stata emessa dai vigili urbani, la contestazione va inviata al Comune;
  • se è stata emessa dalla Polizia provinciale alla Provincia;
  • la contestazione va inviata al prefetto o al giudice di pace se la multa è stata emessa da polizia di Stato, Guardia di finanza e carabinieri.

Attenzione perché se il ricorso viene respinto l'autorità emette un'ordinanza di ingiunzione: in questo caso la multa sarà raddoppiata rispetto all'importo originale. Entro trenta giorni dalla notifica del rigetto, il ricorrente può proporre ricorso al giudice di pace.
 

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